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Goldoni. La creatività è conoscenza.

La locandiera di Goldoni questa sera allo Splendor di Aosta nella regia di Andrea Chiodi

 

Saison Culturelle

Un intelligente gioco di meraviglia. Così la critica definisce La Locandiera di Goldoni nella regia di Andrea Chiodi, famoso regista di Varese che l’Italia ha conosciuto anche tramite il piccolo schermo grazie alle sue regie in occasione dell’expo milanese o dell’evento per i 150 anni dell’unità d’Italia a Torino.

Proprio Chiodi, con la sua La locandiera, sarà questa sera e domani allo Splendor per la Saison Culturelle, presentando la sua versione della celebre commedia scritta nel 1750 da Goldoni. Una interpretazione che riporta ai giorni nostri enfatizzando tutto ciò che prima era non detto e non desiderato per portarlo all’evidenza: solo parole schiette, desideri e voglie. Li comunicano apertamente i personaggi goldoniani nella regia di Chiodi, anche attraverso gli intimi discorsi con quelle bamboline che caratterizzano l’interpretazione del regista. Sono quei dialoghi riservati e così privi di qualsiasi filtro a mettere a nudo non solo i rapporti tra i personaggi, ma anche la straordinaria macchina teatrale che è La locandiera. 

Opera tra le più importanti e rappresentate del teatro italiano, nacque grazie ai rapporti che il commediografo intratteneva con l’impresario Medebach e la sua compagnia. Per ammissione dello stesso Goldoni quest’opera non sarebbe esistita senza quel rapporto così consuetudinario con gli attori del teatro Sant’Angelo: egli conosceva la minima caratteristica, poteva prevedere la più piccola inflessione di quegli attori. Così con La locandiera attua quel riassetto dei ruoli che poi diventerà sistematico nel suo modus operandi ma che evidenzia quanto, sempre, la creatività imponga conoscenza.

 

I biglietti sono acquistabili online o al Teatro Splendor, a partire dalle 13.

 

Veronica Pederzolli

 

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