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Non paga le tasse e reinveste i soldi all'estero: arrestata parrucchiera di Aosta e convivente

Gdf arresta i due aostani nell'ambito della prima indagine per autoriciclaggio in Valle d'Aosta

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AOSTA. Sono una parrucchiera dominicana di 53 anni, Josefina Bienvenida Herrera Nunez, titolare di ditta individuale, e il suo convivente di 55 anni, Antonino Tripodi, dipendente pubblico del catasto, le due persone arrestate oggi dalla guardia di finanza. Entrambi sono finiti ai domiciliari per quella che è la «prima indagine per autoriciclaggio in Valle d'Aosta», hanno spiegato in conferenza stampa il generale Raffaele Ditroia e il tenente colonnello Francesco Caracciolo.

Denominata "Barber shop", l'indagine riguarda il mancato pagamento delle tasse sulle dichiarazioni dei redditi regolarmente presentate dalla ditta "Josefina Hair Stylist" e la sottrazione dei soldi dovuti al fisco utilizzati per investimenti nella Repubblica Dominicana.

Secondo quanto accertato dalle Fiamme gialle, «fra il 2000 ed il 2016, all'impresa individuale sono state notificate ben 129 cartelle esattoriali, per un ammontare complessivo pari a poco meno di un milione di Euro», cifra che comprende circa 230.000 Euro di imposte dirette, Iva e sanzioni che l'arrestata non ha mai versato. Il negozio di parrucchiera avrebbe continuato ad operare nonostante la pendenza con il Fisco grazie ai conti correnti messi a disposizione da Tripodi per pagare i fornitori e riscuotere i pagamenti.

Non solo: i due sono accusati di aver trasferito a Santo Domingo circa 150.000 euro utilizzando carte di credito e money transfer «in totale spregio dei debiti tributari pendenti in Italia». Nel Paese caraibico i fondi venivano reinvestiti in beni e attività imprenditoriali con l'aiuto di «persone compiacenti» individuate dalla Gdf e che hanno fatto scattare l'accusa di associazione per delinquere finalizzata alla sottrazione fraudolenta al pagamento delle imposte aggravata ed autoriciclaggio.

Oltre alle custodie cautelari, i finanzieri stanno eseguendo delle perquisizioni a casa e sul luogo di lavoro degli arrestati e ha attivato sequestri di conti correnti, immobili e beni per 230.000 euro.

 

Marco Camilli

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