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Tre misure cautelari per la spaccata al negozio Moncler di Courmayeur

I tre uomini, di cui uno irreperibile e un altro già in carcere, sono sospettati anche del furto di veicoli all'Autoalpina

carabinieriAOSTA. Da un tentato furto commesso a Torino i carabinieri della compagnia di Aosta sono risaliti alla banda sospettata della spaccata del negozio Moncler di Courmayeur, avvenuta a maggio dello scorso anno, e del collegato furto di veicoli dalla concessionaria Autoalpina di Charvensod utilizzati per il colpo. I militari hanno individuati tre uomini di età compresa tra i 31 e i 36 anni: Andrei Alexandru Istoc, attualmente irreperibile e ricercato; Ciprian Brasoveanu, già detenuto a Torino, e Lucian Tudor Dima, residente a Torino. I carabinieri sono riusciti a risolvere il caso proprio grazie a quest'ultimo e in particolare al suo abbigliamento immortalato dalle telecamere di sicurezza delle attività derubate.

Gli abiti indossati nel tentato furto nel capoluogo piemontese, avvenuto qualche giorno prima della spaccata a Courmayeur, sarebbero infatti gli stessi utilizzati da uno dei responsabili del furto alla concessionaria di Charvensod. Analizzando poi il traffico telefonico e l'uso dei cellulari i militari hanno collegato l'uomo ai due sospetti complici.

A loro carico c'è anche un blocco in calcestruzzo trovato dai carabinieri dopo il tentato furto di Torino analogo a quello utilizzato per sfondare la vetrina del negozio Moncler e altri oggetti rivenuti nella stessa circostanza.

Per i tre uomini sono scattati gli arresti domiciliari firmati dal pm Introvigne.

«Una diuturna attività investigativa - sottolineano i carabinieri di Aosta - con analisi di tabulati e dei filmati delle telecamere della videosorveglianza presenti sul territorio, unite a intuito investigativo dei militari operanti e alla circolarità informativa dei reparti dell'Arma del vicino Piemonte, hanno permesso di individuare questa pericolosa banda, dimostrando che in valle i carabinieri pongono la massima attenzione al fenomeno predatorio».

 

Marco Camilli

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