L'ultramaratoneta Roberto Zanda perderà piedi e una mano

I medici del Parini di Aosta hanno deciso l'amputazione per i danni irreversibili da congelamento

zanda-roberto1FBAOSTA. Perderà entrambi i piedi e una mano Roberto Zanda, l'atleta cagliaritano ricoverato all'ospedale regionale U. Parini di Aosta con gli arti congelati dopo il ritorno dalla durissima maratona Yukon Artic Ultra, in Canada.

Dal 19 febbraio si sono presi cura di lui i medici dell'équipe di medicina di montagna. L'ultramaratoneta è stato sottoposto a sedute in camera iperbarica e interventi di vascolarizzazione nel tentativo di salvargli gli arti, ma i danni erano irreversibili. E' stato così programmato per lunedì, alle ore 10, l'intervento di amputazione di entrambi i piedi e della mano destra.

Durante la maratona nei ghiacci canadesi Zanda, soprannominato "Massiccione", ha perso la slitta e ha vagato per 17 ore a temperature bassissime, fino a -50 gradi, finendo poi senza guanti e scarponi. L'ipotesi di amputazione è stata presa in considerazione sin da subito a causa della gravità della situazione e Zanda ha accettato questa eventualità. «Quella notte ho fatto un patto con Dio: gli ho detto di prendersi mani e piedi ma di farmi vivere», ha raccontato nei giorni scorsi. 

Su Facebook (foto a fianco) recentemente ha postato il messaggio: «Il vero pericolo nella vita è l'attaccamento a tutto quello che può essere sostituibile. La parola giusta e' separazione con trasformazione perché l'amputazione è sempre emotiva».

 

Clara Rossi

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