Disastro aereo sul Rutor, le guide alpine: troppi gli aerei fuorilegge

incidente Rutor

AOSTA. Montano le polemiche sulla sicurezza dei cieli al confine tra Italia e Francia dopo l'incidente di venerdì scorso - l'impatto tra un aereo da turismo francese e un elicottero dell'eliski - che è costato la vita a sette persone. Per alcuni, come per le guide alpine di La Thuile, si tratta di una tragedia in qualche modo annunciata.

Da tempo, dicono, viene segnalata la frequente presenza di aerei francesi che - come quello che venerdì si è scontrato con l'elicottero dell'eliski - decollano da Megève, in Francia, diretti verso il Monte Bianco, e atterrano nella zona del Rutor. Aerei che non comunicano con le torri di controllo, che non forniscono piani di volo, che non avvisano del loro passaggio le autorità italiane.

«Arrivano dalla Francia per esercitarsi al volo in alta quota. Non avvisano della loro presenza e quando li contatti via radio non rispondono nemmeno. Abbiamo fatto decine di denunce, allegando anche le foto degli aerei "fuorilegge", ma non è servito a niente», accusa Guido Azzalea, presidente delle guide di La Thuile.

«In passato - aggiunge - si sono sfiorati diversi incidenti con gli elicotteri, lo abbiamo segnalato alla guardia di finanza che ha informato la gendarmerie d'oltralpe». Dagli elicotteri in questi casi è stata segnalata la collisione sfiorata, «ma nessuno ha preso provvedimenti», accusa Azzalea.

«In questo periodo - aggiunge Andrea Perrod, guida alpina del Rutor - ci sono aerei francesi in zona tutti i giorni. Si spostano, atterrano sul ghiacciaio e decollano di nuovo, anche due o tre al giorno. Per loro è un'esercitazione, per noi che facciamo eliski è un pericolo».

 



redazione



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