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Preso il sospetto killer di Elena Raluca Serban: 36 anni e precedenti per reati sessuali

L'uomo, di Aosta, è stato arrestato mercoledì dalla polizia con l'accusa di aver ucciso la trentaduenne

 

Gabriel FalloniAOSTA. Omicidio volontario aggravato dalla crudeltà è il reato contestato a Gabriel Falloni, il trentaseienne residente in Valle d'Aosta arrestato per l'omicidio di Elena Raluca Serban avvenuto sabato scorso. L'uomo, originario del Sassarese, da subito è stato nel mirino della polizia e ieri è finito in manette al suo rientro nel capoluogo regionale.

"Vivo la vita rispettando il mio prossimo ma non sempre ne guadagno del buono" è scritto sul suo profilo Facebook, con il nome di Gabry Neno. L'ultima modifica del profilo risale a sabato sera.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti l'uomo avrebbe ucciso la trentaduenne dopo un appuntamento con lei preso forse attraverso un annuncio pubblicato su un sito on line di incontri. L'avrebbe aggredita alle spalle tagliandole la gola nell'appartamento di viale dei Partigiani in cui domenica mattina è stato trovato il corpo senza vita. Poi si sarebbe allontanato portando via il cellulare della donna e l'arma del delitto, un coltello, nel tentativo di ostacolare le indagini. 

La polizia aveva però le immagini delle telecamere di sorveglianza della zona e i tabulati telefonici della vittima. I sospetti si sono concetrati subito su Falloni, un uomo con alle spalle aggressioni a prostitute, una condanna a 4 anni nel 2014 per tentata violenza sessuale su una donna con cui si era messo in contatto con la scusa di un posto di lavoro e un anno prima una denuncia per un fatto simile.

Falloni è stato arrestato in esecuzione di una ordinanza cautelare di custodia in carcere chiesta dal pm Luca Ceccanti. Prima di tornare nel capoluogo regionale aveva raggiunto diverse città fino a Genova. Forse da lì intendeva raggiungere la Sardegna mentre invece è rientrato ad Aosta dove la polizia lo stava aspettando.

In tarda mattinata la polizia fornirà ulteriori dettagli sull'arresto nel corso di una conferenza stampa.



Marco Camilli
(foto da Facebook)

 

 

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