Traffico di droga da Milano ad Aosta, 8 misure cautelari eseguite - VIDEO

 

Operazione chiamata White Shuttle - Ventuno gli indagati, uno finito in carcere

 

AOSTA. Circa un chilo e mezzo di cocaina e di eroina fatto arrivare "su ordinazione" dalla Lombardia alla Valle d'Aosta in due mesi per essere venduto ad Aosta.

 

Il traffico di stupefacenti è stato scoperto dalla Squadra mobile di Aosta e ha portato all'esecuzione questa mattina di otto ordinanze di custodia cautelare emesse dal gip D'Abrusco su 21 persone denunciate dopo richiesta del pm Daniela Isaia tra Aosta, Milano e Monza.

Tre etti circa di eroina e cocaina sono stati sequestrati, ma il traffico complessivo nei due mesi di indagine è appunto di circa 1,5 kg, tremila dosi, tra l'altro di qualità scadente.

white-shuttlex400L'operazione è stata chiamata "White Shuttle" della Squadra Mobile e della Narcotici e ha consentito di effettuare tramite intercettazioni, pedinamenti e indagini scientifiche «una ricostruzione capillare della dinamica di spaccio e cessione al minuto in Aosta», hanno spiegato in conferenza stampa gli inquirenti.

In carcere il sospetto fornitore Norredine Badri, marocchino di Milano di 29 anni, già arrestato lo scorso 4 dicembre nell'ambito della stessa operazione e ricercato a Milano e Biella per spaccio internazionale di droga. Si trovano invece ai domiciliari i valdostani David Cortellessa di 26 anni, Stefania Luciana Salvatore di 43, Marco Caffarati di 40, Massimo Penti di 43, tutti con precedenti anche specifici, e Cristina Cavallera. Per Loris Caffarati, 22 anni, è stato disposto obbligo di presentazione quotidiana in Questura, mentre sono in corso le ricerche dell'ottava persona coinvolta che secondo la polizia aveva un ruolo di collegamento tra Badri e chi acquistava la droga.

Da Aosta sono stati documentati 60-70 viaggi verso Milano. La Squadra Mobile e la Narcotici hanno verificato chi si recava nel capoluogo lombardo, quanta droga trasportava e come questa è stata venduta. Si tratta di «un sistema capillare, organizzato» hanno sottolineato gli inquirenti. Attraverso questi canali sarebbe arrivato anche lo stupefacente che ha portato alla morte per overdose di un tossicodipendente.

 

Marco Camilli

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