Frode fiscale su turisti inesistenti: 6 denunce dalla Guardia di finanza di Aosta

 

Beni di lusso venduti a cittadini cinesi con fatture false consentivano di beneficiare dell'esenzione fiscale

AOSTA. Sei persone sono state denunciate dalla Guardia di finanza di Aosta al termine di una indagine per truffa ai danni dello Stato e reati tributari in concorso relativi alla vendita di beni di lusso. Si tratta dei due titolari e di un dipendente, tutti valdostani, di una società con sedi ad Aosta e Courmayeur (il cui nome non è stato reso noto trattandosi di indagini preliminari); del titolare e di un dipendente di una società di Terni, entrambi cinesi, e di un acquirente residente nel Varesotto (quest'ultimo accusato di concorso in truffa) finito nei guai per alcune dichiarazioni catturate dalle intercettazioni.

Le operazioni contabili finite sotto la lente d'ingrandimento dei Finanzieri riguardano le vendite di orologi, borse e capi di abbigliamento di marchi prestigiosi, del costo anche di centinaia di migliaia di euro, effettuate dalla società valdostana beneficiando di norme fiscali agevolative in materia di Iva e in violazione anche degli accordi commerciali con la casa titolare del marchio. Per giustificare il diritto all'esenzione fiscale, la società utilizzava fotocopie di documenti e passaporti di cittadini cinesi mai stati fisicamente nei negozi di Aosta e di Courmayeur e procurate da intermediari di commercio, nel caso in questione un buyer di Terni.

Secondo le contestazioni alla base dell'avviso di conclusione indagini già notificato, il meccanismo di certificare la presenza di turisti in realtà mai entrati nei negozi ha permesso all'impresa di accumulare un credito Iva di circa 2 milioni di euro negli ultimi sei anni. L'accusa è di aver truffato lo Stato con fatture false per 1.250.000 Euro e di aver evaso l'Iva per 280.000 Euro e le imposte sui redditi per 900.000 Euro. In aggiunta gli indagati sono accusati di aver movimentato denaro contante per 150.000 euro in violazione della normativa valutaria.

«I titolari hanno già restituito alla collettività 590.000 Euro» ha spiegato in conferenza stampa il comandante del Nucleo di polizia tributaria, ten. col. Piergiuseppe Cananzi.

Il comandante ha precisato che è la prima volta in Italia che viene contestata una truffa di questo genere. I finanzieri stanno quindi continuando le indagini per scoprire l'eventuale esistenza di altri casi sul territorio nazionale.

 

Elena Giovinazzo

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