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Traffico di cocaina tra Torino e Aosta, quattro arresti da parte della Squadra mobile

 

Per gli inquirenti lo spaccio avveniva principalmente in un bar di Aosta. Ai domiciliari due italiani e due albanesi

AOSTA. E' culminata con l'esecuzione di quattro ordinanze di arresti domiciliari per detenzione e cessione di stupefacenti l'operazione portata avanti per diversi mesi dalla Squadra mobile di Aosta per ricostruire un traffico di cocaina che interessava il capoluogo e altri Comuni della Plaine.

I dettagli dell'operazione sono stati resi noti in una conferenza stampa in Questura. Secondo quanto emerso nel corso della complessa indagine coordinata dal pm Longarini, iniziata a gennaio, la droga proveniva da Torino ed era procurata da un giovane albanese classe '92, che si occupava di rifornire ogni dieci giorni circa i venditori al dettaglio, due fratelli di 46 e 40 anni di origine calabrese ma residenti da tempo in Valle d'Aosta, Gaetano e Franco Nicotera. L'intera operazione avveniva per il tramite di un secondo albanese, un ventottenne che abita ad Aosta. La droga veniva quindi venduta in alcuni Comuni della Plaine e nel capoluogo anche se gli inquirenti ritengono che la base principale per l'attività di spaccio fosse un bar aostano, il Grifon d'Oro del quartiere Cogne, la cui attività è stata sospesa per 15 giorni su provvedimento del questore. Il titolare della licenza del locale è Gaetano Nicotera, con precedenti per reati contro il patrimonio.

Falso-mattiax300Gli inquirenti sono riusciuti a ricostruire il traffico di cocaina monitorando persone già conosciute per la dipendenza da stupefacenti e ascoltando le segnalazioni dei residenti. Controllando i consumatori di droga - sia giovani sia adulti appartenenti ad ogni categoria sociale - e durante le perquisizioni che hanno accompagnato gli arresti sono stati sequestrati circa un etto e mezzo di cocaina ed una ventina grammi di hashish.

Il presunto corriere del gruppo, Matteo Martorelli di Saint-Pierre, era già stato arrestato due mesi fa in flagranza di reato.

«L'attività di indagine è ancora in corso» ha spiegato Mattia Falso, dirigente della Squadra mobile aostana. L'attenzione è puntata in particolare sul giovane albanese di Torino accusato di essere il fornitore della cocaina: indagando su di lui la polizia ha individuato alcuni «contatti importanti» che potrebbero portare a nuovi sviluppi.

 

Marco Camilli

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