Truffano anziana con il metodo del falso avvocato: carabinieri di Aosta arrestano due milanesi

 

Il 112 chiede la collaborazione dei cittadini: "segnalate subito le truffe e i tentativi di truffa"

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AOSTA. «Suo figlio è stato coinvolto in un incidente stradale con feriti, c'è una somma da pagare per evitare che venga arrestato». Iniziava così la telefonata ricevuta due giorni fa da una donna di 83 anni residente in una frazione isolata di Charvensod da parte di un uomo che si spacciava per un avvocato ma che in realtà era soltanto un truffatore. L'obiettivo dell'uomo erano ovviamente i contanti e i gioielli e per averli il truffatore ha sfruttato gli affetti dell'anziana donna e le sue paure: non poter più riabbracciare il figlio.

Fingendosi un legale e utilizzando bene le sue doti oratorie l'uomo è riuscito a convincere l'anziana a farsi consegnare come cauzione 3.926,21 Euro in parte in contanti - 1.900 euro custoditi in casa - e in parte in oro in attesa di ricevere la restante somma. Affermando che c'era poco tempo a disposizione il finto avvocato ha avvertito l'anziana che avrebbe mandato a casa sua un collaboratore per riscuotere i soldi e prendere l'oro.

Carabinieri-confe16dic16aL'inganno è stato scoperto quando la nuora, che abita nello stesso edificio dell'anziana, si è accorta dei movimenti insoliti in casa della suocera e ha chiamato il 112. Il sedicente collaboratore è fuggito con i contanti, ma pochi minuti dopo è stato fermato dai carabinieri grazie all'attiva collaborazione con i cittadini. I militari erano infatti già presenti a Charvensod con uomini in divisa e in borghese perché alla centrale operativa era arrivata poco prima la segnalazione della presenza in zona di un'auto sospetta.

Nell'auto fermata viaggiavano Gennaro Calazzo e Agostina Di Maio, due milanesi di 31 anni con precedenti, lui disoccupato e lei casalinga, trovati in possesso dei contanti. Vedendosi scoperti hanno confessato e sono stati arrestati e portati in carcere a Brissogne con l'accusa di truffa aggravata in concorso: rischiano fino a 5 anni.

Le indagini dei carabinieri comunque non si fermano. E' necessario sapere se l'autore della telefonata era lo stesso uomo arrestato e se esistono altri complici. I carabinieri vogliono inoltre capire se l'anziana sia stata l'unica vittima dell'inganno o se i truffatori abbiano contattato altre persone prima di lei, magari senza riuscire nel loro scopo. Anche per questo motivo le foto dei due arrestati sono state diffuse.

Spiegando i dettagli dell'operazione in conferenza stampa (foto in alto) il comandante del Gruppo carabinieri Aosta capitano Danilo D'Angelo ha sottolineato l'importanza della collaborazione tra forze dell'ordine e cittadini per prevenire e contrastare i reati sul territorio. L'invito è quello di denunciare anche i tentativi di truffe, non solo quelli andati a buon fine, affinché le forze dell'ordine possano muoversi in anticipo e bloccare subito i malviventi come avvenuto in questo caso.

 

Marco Camilli

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