Arresto Longarini, gip: agì in modo "disinvolto e inopportuno"

 

Gli arresti del magistrato e dell'imprenditore scaturiti da indagini sulla 'ndrangheta in Valle d'Aosta

AOSTA. Si svolgerà venerdì prossimo l'interrogatorio di garanzia per il procuratore capo facente funzione di Aosta, Pasquale Longarini, e per Gerardo Cuomo, titolare del Caseificio Valdostano, agli arresti domiciliari nell'ambito di un'inchiesta dei pm milanesi.

Nel disporre la misura di custodia cautelare, il gip Barbara scrive che "le attività di intercettazioni delle utenze in uso a Longarini" hanno consentito di "verificare come lo stesso svolga le sue funzioni di pubblico ministero presso la Procura di Aosta in modo che appare quantomeno disinvolto e inopportuno, dando suggerimenti ai suoi interlocutori, con in quali intrattiene rapporti confidenziali, su come comportarsi o che strategie processuali adottare nell'ambito di procedimenti penali iscritti presso quell'ufficio giudiziario ed assegnati allo stesso Longarini o ai suoi colleghi".

Ancora il gip scrive che rimane da valutare "se il magistrato abbia asservito la propria funzione non solo a vantaggio dell'amico coindagato ma anche di altri imprenditori valdostani". Sotto la lente d'ingrandimento degli inquirenti c'è anche una vacanza in Marocco non pagata e forniture di formaggi da parte di alcuni imprenditori.

Motivando gli arresti domiciliari del magistrato aostano, il giudice per le indagini preliminari parla del "più che concreto, oltre che attuale, pericolo che, se lasciato libero Longarini continui ad abusare della sua funzione di pubblico ufficiale commettendo reati contro la pubblica amministrazione o contro l'amministrazione della giustizia in violazione dei doveri di imparzialità e correttezza su di lui incombenti".

Cuomo viene invece indicato come persona vicina a famiglie della 'ndrangheta. Il gip lo definisce un "soggetto particolarmente pericoloso". E' "concreto il rischio che, se lasciato libero, lo stesso non esiti ad utilizzare le sue 'capacità' e relazioni per commettere altri reati contro la pubblica amministrazione, se da ciò possano derivarne vantaggi per lui e per le sue aziende".

Il nome del magistrato Longarini è emerso in alcune intercettazioni su Cuomo ed alcune famiglie, in particolare quella di Giuseppe Nirta. Intercettazioni che fanno parte di un'indagine della Direzione distrettuale antimafia torinese sulla 'ndrangheta in Valle d'Aosta.

Secondo le indagini, Longarini avvisò Cuomo di quanto stava facendo la Dda. Il gip scrive che quando Longarini fu avvisato da un ufficiale autorizzato dei carabinieri dell'indagine su Nirta e altri presunti 'ndranghetisti, il procuratore "immediatamente rappresentò all'ufficiale la sua incredulità in ragione del rapporto di 'solida amicizia' intrattenuto con l'imprenditore di origine campana". E dopo questo colloquio, risalente la gennaio 2016, "Cuomo improvvisamente e senza ragione apparente interruppe ogni contatto con Giuseppe Nirta, sia telefonico che di persona, facendosi negare quando lo stesso lo cercava presso la sua azienda, laddove in precedenza lo incontrava ogni qualvolta lo stesso tornava dalla Spagna in Val d'Aosta". Il gip ha ritenuto che "la sequenza temporale degli eventi induce a ritenere che il mutato atteggiamento di Cuomo nei confronti" sia stato "determinato dall'avere appreso delle indagini in corso su Nirta ed anche su di lui, informazione che Cuomo può aver ricevuto soltanto dal dottor Longarini".

 

Marco Camilli

 

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