L'emergenza Coronavirus nei Comuni valdostani raccontata dai sindaci / parte 2

Parlano i sindaci di Brissogne, Cogne, Courmayeur, Hone, Gressan, Gaby, Introd, Fontainemore, La Salle, Lillianes, Montjovet, Gressoney-La-Trinité e Chambave

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AOSTA. Come vivono i singoli Comuni della Valle d'Aosta la situazione di emergenza Coronavirus? Lo abbiamo chiesto direttamente ai sindaci facendoci raccontare come le comunità locali hanno reagito alle restrizioni sulle libertà di movimento e qual è la situazione nei diversi territori.

Gaby parla il sindaco Francesco Valerio. «Diciamo che i miei cittadini sono abbastanza ubbidienti e seguono le indicazioni delle autorità. Trovano un po’ difficile la situazione ma tengono duro. Non riporto nessun gesto eclatante di solidarietà. Chiedo a tutti di rimane a casa e rispettare le regole».

Comune di Cogne con sindaco Franco Allera. «Come in tutti gli altri comuni valdostani bisogna essere responsabili e attenersi alle direttive del governo: dobbiamo restare a casa. Essendo un comune di montagna gli abitanti di Cogne siamo abituati a lunghi periodi di calma e tranquillità, quindi rispetto ad altre realtà stiamo accusando meno le ultime restrizioni. Negli ultimi giorni in consiglio comunale abbiamo discusso in merito alla possibilità di utilizzare i
gettoni di presenza per l'acquisto di materiale sanitario oppure per devolvere il ricavato in donazioni. La solidarietà- spiega - è lo spirito che pervade in tutti i piccoli paesi della valle, tra vicini si collabora con piccoli gesti quotidiani: dal fare la spesa, portare via i rifiuti, comprare le medicine. Mi sento di dire: portate pazienza per noi stessi e per gli altri, è un piccolo sacrificio che serve a tutti per poter quanto prima riprendere in mano le nostre vite».

La situazione a Gressan fotografata dal sindaco Michel Martinet. «Il momento è particolarmente surreale. I cittadini sono responsabili, non si vede nessuno in giro a piedi e sono poche le macchine che circolano. Hanno tutti capito la gravità della situazione e rispettano scrupolosamente i decreti. Molti sono i gesti di solidarietà: i vigili del fuoco hanno dato la loro piena disponibilità e quotidianamente si adoperano a svolgere servizio di volontariato nella nostra comunità. Un gruppo di esperte cucitrici si sono offerte di confezionare tantissime mascherine per l’ospedale e per altri enti. Poiché non era facile reperire tutto l’occorrente, ci siamo mossi attraverso i canali social e grazie a tanti cittadini che hanno risposto all'invito, abbiamo raccolto il materiale utile alle sarte. Invito tutta la comunità a continuare a mantenere questo tipo di comportamento rispettoso e solidale. Non è facile, ma tutti insieme ce la faremo».

Il sindaco Speranza Girod per Fontainemore. «Fontainemore è un piccolo comune di media montagna, abbiamo tante aziende agricole che continuano la loro attività. Ci possiamo ritenere fortunati perché viviamo immersi nel verde e non tra le mura di una città. Quasi tutti hanno la loro casetta e il loro piccolo orto e pertanto si riesce, rispettando le regole, a vivere ancora all’aperto. Il personale comunale si è attivato a chiamare le persone anziane presenti sul territorio e offre la massima disponibilità. Tra vicini c’è collaborazione, tutti si rendono disponibili a prestare aiuto rispettando le misure preventive. È un momento difficile. Stiamo a casa per noi e per le persone più vulnerabili, insieme ce la faremo».

A Chambave il sindaco Marco Vesan spiega: «Le perone sono a casa ed escono unicamente per motivi concessi dalle normative vigenti. Per fortuna in paese abbiamo un negozio di alimentari ed una farmacia che soddisfano ampiamente le nostre necessità. Come gruppo consigliare abbiamo tutti deciso di dare una mano: contattiamo gli anziani per conoscere il loro stato di salute, rispondiamo alle loro esigenze e spesso li chiamiamo anche solo per una chiacchierata, sempre ben gradita. Portate tutti pazienza, state a casa il più possibile e metteteci tanto impegno».

A Gressoney-La-Trinité il sindaco Alessandro Girod racconta la situazione. «È una stagione decisamente morta, tutti chiusi in casa, non è molto diverso da alcuni periodi dell’anno dove il flusso dei turisti cambia drasticamente. Desidero condividere un grande gesto di solidarietà da parte della pizzeria d’asporto di Gressoney la Trinité: Luca e Stefano quando hanno avuto l’ordine di chiudere, hanno donato a tutti gli over 65 del paese e a tutti gli anziani della micro comunità un un centinaio di pizze che l’amministrazione insieme ai volontari del soccorso si sono fatti carico di consegnare. In questi momenti di grande emergenza sono orgoglioso di rappresentare la comunità e tutti gli Oberteilera che hanno un grande senso civico e si stanno dimostrando virtuosi. Questo vale anche per tutti i nostri ospiti, attualmente 250 circa. In comune ci riteniamo fortunati che ad oggi non ci sono casi di positività sul nostro territorio»,

La situazione di Brissogne con il sindaco Bruno Menabreaz. «I miei cittadini, come il resto della valle, si stanno adeguando a tutte le disposizioni per evitare qualsiasi tipo di contagio. Si spostano solo per necessità quindi posso affermare che tutti sono rispettosi delle ordinanze. È stato attivato un servizio di volontariato per supportare le persone in auto isolamento e per gli anziani del paese e abbiamo ricevuto in comune diverse telefonate di cittadini che si sono resi disponibili. Esorto tutti a restare a casa e ad uscire il meno possibile, bisogna organizzarsi a fare la spesa una volta alla settimana. In questo momento è importante essere sereni per sperare che seguendo le regole si riesca quanto prima a ritornare alla normalità».

A Courmayeur con il sindaco Stefano Miserocchi. «La situazione si è stabilizzata, la popolazione ha un generale rispetto delle norme anche se è chiaro a tutti che si fa fatica e si patisce la mancanza di libertà. In comune abbiamo ricevuto diverse telefonate di persone disponibili a prestare volontariato. Tanti gesti di solidarietà: Alessio Berthod, presidente dell’associazione albergatori di Courmayeur, ha raccolto e fornito tantissimi asciugamani all’ospedale e ad altri enti sanitari. Un imprenditore lombardo ci ha contattato in comune manifestando il desiderio di consegnare 1200 mascherine al nostro centro ospedaliero. Siamo tutti invitati ad avere grande forza d’animo e tanta pazienza: più rispettiamo le restrizioni con diligenza e prima ne usciremo vincenti».

Il sindaco Alex Micheletto sulla situazione a Hône. «Come tutti anche noi rispettiamo le prescrizioni. La gente si comporta bene osservando le regole.
In paese si è attivata una rete di solidarietà, comune in tutte le piccole realtà, abbiamo però sospeso i contatti privati per evitare che ci siano casi di contagio. Siamo stati contattati da persone e aziende che manifestavano la volontà di fare donazioni all’ospedale e alla protezione civile e siamo stati lieti di poter fornire tutte le informazioni necessarie. Bisogna essere tutti uniti, ancor più di quanto abbiamo fatto fino ad oggi, per uscire quanto prima da questo brutto periodo».

Per Introd parla il sindaco Vittorio Anglesio. «Io rimangono in casa e mi auguro che tutti abbiano ascoltato le direttive e le rispettino. I miei cittadini si
stanno comportando bene e mi ritengo molto soddisfatto. Come tutti gli enti locali anche noi abbiamo mandato una lettera ai nostri abitanti over 65 nella
quale li invitiamo a segnalare eventuali problemi. Introd è una piccola comunità, ci conosciamo tutti e tra vicini c’è molta solidarietà. Sarà un periodo difficile, nessuno era pronto ad una emergenza di tale portata ma per il bene collettivo occorre restare a casa in tranquillità. Un messaggio particolare è rivolto a tutti coloro che in questo momento sono preoccupati per le loro attività; vi siamo vicini e per quel che compete al Comune faremo tutto il necessario per una 
rapida ripresa, ma in questo momento la priorità resta la sanità. Dopo, insieme, riusciremo a dare un nuovo spinta all’economia».

Il sindaco Loris Salice fotografa la situazione di La Salle. «Siamo contattati giornalmente da persone che chiedono delucidazioni in merito ai decreti ministeriali per non incorrere in sanzioni. In paese la gente ha capito che non sono permesse aggregazioni e tutti si attengono alle restrizioni.
Un gruppo di persone si è reso disponibile e si è offerto di collaborare con la farmacia consegnando medicinali a domicilio. Altri invece si adoperano alla raccolta di indumenti con il fine di confezionare materiale sanitario idrorepellente: mascherine, camici e altro. Stiamo vivendo un momento particolare, non ci stanchiamo di ripetere di rispettare le regole , di seguire il più possibile tutte le direttive. Occorre affrontare con spirito di sopportazione e con tanta
pazienza questo periodo di isolamento».

A Lillianes con il sindaco Daniele De Giorgis. «La cittadinanza ha risposto abbastanza bene ai vari decreti regionali e ministeriali anche se devo ammettere che rimane ancora qualche piccola sacca riluttante. Noto a malincuore la sofferenza e la preoccupazione di tutti coloro che in questo momento non possono svolgere la propria attività. Avverto grande consapevolezza e responsabilità tra i cittadini e tutti si impegnano a rispettare le ordinanze. Ringrazio tutte le persone che stanno dimostrando senso civico. Tantissimi lillianesi per mezzo dei social si scambiano informazioni, si danno delle indicazioni, offrono la loro disponibilità. Al momento in paese non ci sono casi positivi - continua il sindaco -. Possiamo ritenerci fortunati perché viviamo in un comune incantevole, sicuramente il contenimento è meno pesante qui che in città. Mi dispiace sinceramente per le persone che stanno soffrendo: malati, anziani, familiari di persone decedute, lavoratori non operativi».

A Montjovet parla il sindaco Jean-Christophe Nigra. «Il paese non ha un centro perché la conformità del territorio non lo permette. In prossimità della
statale dove si concentrano i vari servizi, posso affermare che la riduzione del traffico è notevole, ci si sposta solo per estrema necessità. La gente ha capito che deve rimane a casa. La farmacia ha un po’ risentito il riversamento degli utenti di Saint Vincent, dopo la chiusura del loro presidio, reagendo comunque positivamente. Abbiamo un negozio di alimentari che non è un supermercato ma risponde molto bene alle richieste dei clienti ed è sempre ben fornito. L'ufficio postale è aperto 3 giorni a settimana quindi è meglio recarcisi solo se strettamente necessario per evitare assembramenti. Ci sono persone che si sono rese disponibili a dare assistenza in comunità aiutando gli anziani e le persone che in questo momento sono impossibilitate a spostarsi. Stiamo facendo un buon lavoro di coordinamento anche con il gruppo degli alpini, anche loro impegnati sul territorio a svolgere volontariato. Un grazie a tutti coloro che hanno risposto positivamente impegnandosi nel sociale o semplicemente rispettando le regole. Occorre inoltre dire che tutti abbiamo dentro un’insospettata riserva di forza e nei momenti più difficili riusciamo a farla emergere, in questi giorni è ciò che vedo tra i miei cittadini, tanta energia e forza. Nelle nostre abitudini adesso siamo limitati, bisogna aver pazienza , io personalmente mi appello al buon senso e chiedo a tutti di riflettere bene prima di fare gesti impulsivi per evitare di pagarne le conseguenze».

 

 

Clara Rossi

 

 

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