I restauratori accompagneranno il pubblico alla scoperta dell'opera cinquecentesca del castello di Issogne tornata al suo antico splendore

L'edizione del 2026 dei Plaisirs de Culture darà l'opportunità di scoprire l'intervento di restauro sulla Fontana del Melograno del castello di Issogne.
L'opera in ferro battuto che dal primo Cinquecento adorna il cortile del castello sarà infatti protagonista di alcune visite guidate condotte in collaborazione con i restauratori del Centro Conservazione Restauro "La Venaria Reale" che si è occupato dell'intervento coordinandosi con la Sovrintendenza ai Beni culturali. Gli appuntamenti sono per martedì 22 settembre, alle ore 14.30 e 15.30, e giovedì 24 settembre, alle ore 16.30 e 17.30.
Il restauro si è concentrato su due aspetti: anzitutto riportare la Fontana del Melograno ai suoi antichi splendori e, in secondo luogo, preservare l'opera per il futuro.
Maggiori dettagli dell'intervento sono spiegati dall'assessorato regionale alla Cultura. "Grazie all'impiego integrato di fotogrammetria, rilievi multispettrali e scansione 3D è stato possibile documentare la fontana in ogni dettaglio e monitorare l’intervento attraverso un modello digitale dinamico; parallelamente, la rimozione della verniciatura novecentesca e degli strati degradati è stata eseguita mediante una combinazione di pulitura meccanica e laser, preservando la materia originale. Le fessurazioni provocate dall’espansione del ferro ossidato sono state consolidate e le superfici protette con un sistema acrilico‑ceroso trasparente ad alte prestazioni, mentre sui melograni sono emerse microscopiche tracce di colore che arricchiscono la conoscenza storica dell’opera".
Al termine del restauro tuttavia la Fontana, probabilmente commissionata da Giorgio di Challant in occasione delle nozze del cugino Filiberto con Louise d'Aarberg nel 1502, ha abbandonato la sua funzione originale. "Per prevenire nuovi fenomeni di corrosione, si è scelto di non ripristinare il flusso d’acqua interno, adottando adeguate soluzioni di protezione".

«Il restauro – osserva Alfonso Frugis, presidente del CCR "La Venaria Reale" – è stato l'approdo di un lungo lavoro interdisciplinare di studi, analisi e ricerche che il Centro Conservazione Restauro "La Venaria Reale" ha potuto condurre con la Soprintendenza per i Beni e le Attività Culturali della Regione Valle d'Aosta. La collaborazione tra i nostri enti ha radici profonde che hanno visto numerosi progetti e scambi di competenze nel corso degli anni. Siamo molto lieti delle ricerche e degli interventi conservativi realizzati da professionisti di eccezionale livello che operano sia in Soprintendenza che al Centro e gli esiti sulla Fontana del Melograno ne sono un valido esempio».
«La Fontana del Melograno – commenta l’assessore Erik Lavevaz – è uno dei simboli più riconosciuti e condivisi del nostro patrimonio culturale. Questo intervento importante restituisce piena leggibilità a un’opera che da più di cinque secoli è capace di rappresentare l’eccezionale ricchezza storica che conserviamo sul nostro territorio. Vederla rinnovata, oggi, ci dà una possibilità ulteriore per farla nostra e per sentirci parte del percorso di valorizzazione di queste meraviglie, che possiamo e dobbiamo sentire come parte dell’eredità culturale di tutti i valdostani».
Clara Rossi
