Video intervista ai consiglieri regionali ex 5 stelle Ferrero e Cognetta
AOSTA. Il Movimento 5 stelle della Valle d'Aosta come la Democrazia Cristiana: pieno di correnti e di clan. Così il consigliere regionale Stefano Ferrero, ai microfoni di Aostaoggi.tv, spiega il perché della sua uscita dal gruppo M5s.
Dopo l'assenza di circa un anno per malattia, spiega Ferrero, al ritorno «mi sono trovato in una situazione completamente nuova all'interno dei gruppi valdostani. Una sensazione di disorganizzazione, di gruppi, di clan. Più che un movimento, sembrava la Democrazia Cristiana».
Commentando la nota di accuse diffusa ieri dal M5s, Ferrero dice che «bisognerebbe chiedersi chi è il primo dei non eletti e già si capisce il perché del comunicato stampa», riferendosi a Luca Lotto, attuale consigliere comunale ad Aosta.
«Non ci siamo dimessi - aggiunge Ferrero - perché abbiamo una decina di grosse pratiche che porteranno a denunce alla magistratura e alla Corte dei conti aperte. Tra un mese ci sono le elezioni, non voglio sciupare il mio lavoro per una formalità».
Del tutto diversa la situazione di Roberto Cognetta che avrebbe dovuto essere espulso dai Cinquestelle per incompatibilità con i requisiti richiesti dal movimento ai candidati. Il diretto interessato però spiega che «tutti sapevano tutto. Anche i valdostani lo spevano. Per cinque anni sono stato attaccato in continuazione, in maniera subdola e schifosa, non per quello che facevo in Consiglio regionale ma perché mi si voleva mettere da parte e qualcuno voleva mettersi al posto mio».
Nel video in basso le interviste complete.
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M.C.