Il vizio di generalizzare dei politici italiani e valdostani

AOSTA. Che strane storie galleggiano nella rete in questi giorni.

Dal movimento Alpe ci arriva una seconda newsletter in pochi giorni sempre sul tema della libertà di stampa che si conclude con un "qui nessuno è innocente".

E' singolare che la prima comunicazione a firma del presidente Piero Floris venga "spiegata" e "difesa" da Maria Pia Simonetti. E' singolare che un presidente da me cercato prima di pubblicare il precedente editoriale in risposta alla prima newsletter si sia ben guardato dal contattarmi per rispondere, chiarire o difendere le sue idee.

Questo vizio che hanno molti politici Italiani di gettare un sasso nello stagno per fare solo rumore è, come vedo, parte del DNA anche di Alpe: non accettano interviste ed affidano ad altri le difese dei loro pensieri continuando a generalizzare.

Signori di Alpe, è vero che la libertà di stampa assoluta è un valore che non si può trovare in alcuna testata giornalistica, ma il libero pensiero sì e la libera interpretazione dei fatti anche.

Mi farebbe piacere avere di fronte politici che non si nascondono dietro a newsletter e che accettino con coraggio di rilasciare interviste e confrontarsi non su domande precedentemente concordate. Signori di Alpe, in questo vi sentite innocenti?

 

Marco Camilli

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