Nervi tesi in Consiglio regionale: seduta sospesa dopo mezz'ora

Irritazione e scambi di accuse dopo le accuse di censura della presidente Rini

 

Consiglio regionaleAOSTA. Nervi tesissimi in Consiglio regionale tra pareri legali mancanti e impossibilità di presentare degli emendamenti al disegno di legge n. 61 in discussione oggi in aula.

Le prime scintille a pochi minuti dall'inizio dei lavori fissato alle ore 14.30: la discussione generale, che precede l'esame punto per punto della legge, viene chiusa in meno di un minuto per mancanza di interventi. Tutti erano in attesa di ricevere il responso di un parere legale chiesto sull'articolo 2 del ddl che rifinanzia con 2,7 milioni la costruzione di una scuola prefabbricata a Pont-Saint-Martin.

Grande l'irritazione della presidente del Consiglio Valle, Emily Rini, che aveva ceduto temporaneamente la guida dei lavori al vice Luca Distort per poter discutere con il consigliere Restano (VdA Ensembe) un ordine del giorno sulla scuola da presentare congiuntamente in aula. La chiusura della discussione generale da parte di Distort ha impedito di presentare l'ordine del giorno. Rini, visibilmente stizzita, ha parlato esplicitamente di "censura".

Ne sono seguiti 15/20 minuti di interventi di fuoco incentrati in parte sulle dichiarazioni di Rini, in parte sulla decisione della conferenza dei capigruppo di non consentire la presentazione in aula di emendamenti al disegno di legge.

Un incollerito Cognetta (Vdalibra) ha ribattuto all'intervento di Rini, Manfrin (Lega VdA) ha richiamato il regolamento che deve essere valido per tutti, poi il vice presidente Distort (Lega) ha respinto le accuse di "censuratore" spiegando di aver dato possibilità di intervenire prima di chiudere la discussione. Di censura è tornato a parlare Restano, a seguire la consigliera Pulz (ADU) ha fortemente criticato la decisione della capigruppo sugli emendamenti ottenendo la risposta piccata la risposta del consigliere Barocco (gruppo misto): "la decisione è stata presa a maggiornaza. È uno dei valori principali della democrazia, piaccia o non piaccia. Ma nessuno ha censurato nessuno".

Nel mezzo, tra un intervento e l'altro, i richiami della presidente Rini a far silenzio in aula e l'invito ad uscire dalla sala rivolto a chi non fosse interessato a seguire la discussione.

Poco dopo le 15 la seduta è stata sospesa per una nuova riunione della capigruppo.

 


E.G.

 

 

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