Regionali, ipotesi di accordo tra autonomisti e progressisti

Dichiarazioni di apertura tra Union Valdôtaine e Partito Democratico alla luce dei risultati elettorali

 

Palazzo regionale

AOSTA. Una maggioranza composta da autonomisti e allargata alle forze di centrosinistra in contrapposizione alla Lega: su questa idea si concentrano le ultime dichiarazioni politiche alla luce dei risultati delle elezioni regionali in Valle d'Aosta.

La Lega è il partito con più voti (attorno al 24%) ma anche quello politicamente più isolato. In questa tornata elettorale l'UV malgrado le difficoltà ha strappato un 15-16% di voti. Gli altri autonomisti viaggiano sull'8-9% di voti: c'è Vallée d'Aoste Unie di Mouv' e VdA Ensemble, ci sono Alliance e Stella Alpina e, sempre in area autonomista, c'è Pour l'Autonomie di Augusto Rollandin al 6%. Insieme, con la possibilità di allearsi anche con il centro sinistra, la maggioranza dovrebbe essere raggiunta.

Il presidente dell'UV già ad inizio mattinata, quando i risultati tardavano ancora ad arrivare, aveva spiegato di voler seguire la linea data dalla base del Mouvement e cioè di cercare l'accordo con altri autonomisti. Ascoltando anche l'apertura del Partito Democratico, Erik Lavevaz ha confermato che "l'accordo con le altre forze autonomiste e con i progressisti, in opposizione a populisti e nazionalisti, è per noi naturale e prioritario".

Nel pomeriggio la segretaria del PD Valle d'Aosta aveva dichiarato: "Siamo pronti a governare la Valle d'Aosta. Noi siamo alternativi alla Lega e cercheremo di trovare un accordo con le forze autonomiste. Bisogna costruire su programmi e linee politiche ben definite". 

 

 

Marco Camilli

 

 

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