Via libera al Piano pluriennale per l'innovazione tecnologica in Valle d'Aosta

Segui i lavori dell'Aula in diretta streaming

 

 

AOSTA. Un impegno finanziario di 94 milioni di euro in tre anni, di cui 41 per investimenti ed il restante per la spesa corrente, per completare l'attuazione dell'agenda digitale in Valle d'Aosta. Il Piano 2014-2018 per lo sviluppo del sistema informativo regionale è stato approvato oggi a maggioranza (18 sì e l'astensione dei gruppi di opposizione) dal Consiglio regionale.

«Il Piano pluriennale per l'innovazione tecnologica rappresenta la sintesi tra visione politica regionale, indirizzi nazionali ed europei e stato dell'arte delle tecnologie informatiche e della comunicazione» ha detto il presidente della Regione, Augusto Rollandin. «Il documento, dopo un'analisi del contesto socio-economico, normativo e organizzativo e dei risultati conseguiti nel periodo 2010/13, definisce sei priorità strategiche condivise dalle Regioni italiane nel luglio 2013: infrastrutturazione digitale, cittadinanza digitale, competenze ed inclusione digitale, crescita digitale, intelligenza diffusa nelle città ed aree interne, salute digitale».

Nel dibattito, i consiglieri di opposizione hanno dato voce ad alcune perplessità e critiche. Albert Chatrian (Alpe), ha lamentato un «approccio superficiale» all'elaborazione del piano. «Non sembra esserci la volontà di utilizzare al meglio gli strumenti di cui già disponiamo, in primis INVA, la nostra Società in house, per cui è nostro compito creare le condizioni per l'utilizzo migliore. Invece si rischia persino di vedere i suoi conti in rosso».Il Piano è «carente dal punto di vista dei servizi ai cittadini» ha affermato Roberto Cognetta (M5s). «Le azioni previste sono rivolte esclusivamente all'Amministrazione e non permettono uno sviluppo reale delle tecnologie sul territorio, che pure rappresentano la spina dorsale del sistema economico».Secondo il capogruppo del PD-Sinistra VdA, Raimondo Donzel, il documento «rischia di rientrare nella mera esecuzione di compiti burocratici. Salta subito agli occhi che la spesa corrente è nettamente superiore a quella per gli investimenti. Non si vuole fare un salto di qualità guardando al futuro, ma mantenere un impianto burocratico-amministrativo».

«E' stata omessa la questione del meccanismo per gli Enti locali di affidamento in house e del controllo analogo. Sino ad oggi abbiamo avuto una sequela infinita di deliberazioni di affidamento a INVA basate su tariffe giornaliere» ha infine affermato Elso Gerandin (Uvp).

Al termine del dibattito la parola è tornata a Rollandin. «Il Piano arriva senza dubbio in ritardo - ha riconosciuto -, ma complessivamente è un documento positivo, che fornisce risposte a tematiche che riguardano non solo l'Amministrazione pubblica, ma anche le imprese e i cittadini. Le osservazioni espresse nel dibattito sono importanti, ne terremo conto, anche perché i contenuti del Piano sono correggibili».Nel pomeriggio i lavori dell'Aula sono ripresi e possono essere seguiti in diretta streaming.

Elena Giovinazzo

 

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