Elezioni comunali, varata dal Governo valdostano la nuova legge

Stop all'elezione diretta di sindaco e vicesindaco per i piccoli Comuni; Consigli e Giunte rimpiccioliti; per Aosta introdotti gli assessori "tecnici"

 

AOSTA. E' stata approvata oggi dalla Giunta regionale la proposta di modifica del sistema elettorale in vigore per i Comuni della Valle d'Aosta.

I contenuti erano già stati anticipati agli amministratori dell'Uv nei giorni scorsi e prevedono principalmente l'eliminazione dell'elezione diretta del sindaco e del vice sindaco per i Comuni più piccoli e la riduzione del numero di consiglieri e di assessori per tutti gli enti locali.

Nella settimanale conferenza stampa dell'Esecutivo il presidente della Regione ha aperto al confronto politico spiegando che la proposta «non è chiusa». Se approvata dal Consiglio regionale, la nuova legge interesserà il prossimo anno 68 Comuni chiamati al voto in primavera.

Le novità sono molte.

Piccoli Comuni. Si è già parlato dell'elezione del sindaco e del vice sindaco che nei Comuni con meno di 500 abitanti (attualmente sono 26)  non avverà più direttamente bensì attraverso il Consiglio comunale nella prima adunanza, unitamente all'elezione della Giunta. Il primo cittadino dovrà essere eletto a scrutinio palese ed a maggioranza assoluta dei consiglieri. Se dopo due sedute consecutive, convocate entro 30 giorni dalla proclamazione degli eletti, la maggioranza non viene raggiunta, il Consiglio dovrà essere sciolto. Negli stessi Comuni inoltre il sistema proporzionale a scrutinio di lista sostituirà il sistema maggioritario.

sindaciCambiano le Giunte e i Consigli comunali. Sono state introdotte nuove fasce demografiche che vanno a modificare il numero massimo di consiglieri eleggibili e di assessori. Per i Comuni fino a 500 abitanti (ad oggi 26) il Consiglio si riduce dagli attuali 11 a 7 componenti, sindaco incluso. Per le 15 realtà tra i 501 e i 1000 abitanti invece, oltre a sindaco e vicesindaco sarà possibile eleggere un massimo di 9 consiglieri anziché 13 e un solo assessore. I 24 Comuni dai 1001 ai 3000 residenti potranno avere fino a 11 consiglieri invece di 13 e un massimo di due assessori. I paesi tra i 3001 e i 5000 abitanti invece avranno fino a 13 consiglieri al posto degli attuali 17 e fino a 3 assessori mentre per tutti gli altri Comuni, Aosta escluso, il Consiglio potrà essere composto da 15 membri anziché 17 e la giunta sempre da un massimo di 3 assessori. Per il capoluogo, unica realtà con oltre 15.000 residenti, il Consiglio comunale dovrà passare da 29 a 27 membri e la Giunta potrà avere un massimo di 5 assessori. Per tutti vige l'obbligo di rispettare la rappresentanza di entrambi i sessi in base a quote che dipendono dalla fascia demografica.

Aosta. Per la città capoluogo ci sarà la possibilità di prevedere nello Statuto la carica di presidente del Consiglio comunale, l'inconpatibilità tra la carica di assessore e quella di consigliere e la nomina di assessori esterni.

Sfiducia costruttiva. Il testo introduce la sfiducia costruttiva: sindaco e Giunta cesseranno dalla carica se sarà approvata una mozione per appello nominale con il voto della maggioranza assoluta dei consiglieri. La mozione dovrà essere sottoscritta da almeno un terzo dei consiglieri, potrà essere proposta solo nei confronti dell'intera Giunta e, trattandosi di sfiducia costruttiva, dovrà contenere una proposta di governo alternativa.

Altre novità. La legge interviene anche su altri aspetti tra cui le cause di incompatibilità. Viene poi esteso alle 23 l'orario di votazione (attualmente i seggi chiudono alle 22) mantenendo lo scrutinio al lunedì mattina e introdotto l'obbligo, nel caso di espressione di tre preferenze, di indicare almeno un candidato di sesso diverso per i Comuni con più di 5000 abitanti. E' anche previsto di ridurre da 5 a 2 i giorni di apertura degli uffici comunali per il rilascio delle tessere elettorali nel periodo antecedente le elezioni con l'obiettivo di abbattere i costi.

 

Marco Camilli

 

 

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