Stop allo sci, UV: misure irragionevoli e conseguenze molto gravi su economia

Il Comité Fédéral: 'evitare un eventuale isolamento della Valle d'Aosta'

 

PilaAOSTA. Anche l'Union Valdôtaine interviene nel dibattito politico sulla chiusura del governo alle vacanze sugli sci per i rischi di contagio legati alla situazione sanitaria.

Il Mouvement bolla le misure anticipate da Conte come "irragionevoli" e, spiega, diventerebbero "ancora più penalizzanti rispetto alle stazioni sciistiche straniere", in particolare quelle Svizzere dove gli impianti probabilmente saranno regolarmente aperti. "Se questa situazione dovesse verificarsi, la tesi secondo cui la montagna interessa poco allo Stato italiano troverebbe conferma", dice il Comité Fédéral sostenendo il fronte delle regioni alpine che hanno chiesto al governo di rivedere la posizione sul Natale sugli sci.

La montagna offre "grandi spazi aperti che permettono di ossigenarsi e di spostarsi in tutta sicurezza evitando assembramenti" e "la pratica dello sci alpino e dello sci di fondo, così come le ciaspolate, le camminate sulla neve e le altre attività outdoor, effettuate rispettando tutti i protocolli sanitari, potranno aiutare la popolazione italiana a superare questo momento difficile".

L'UV sprona il governo regionale e i parlamentari valdostani a "controllare tutti i passaggi con il Cts", il Comitato tecnico scientifico, "per arrivare all'approvazione del protocollo sci. In particolare, bisogna identificare le giuste procedure per evitare un eventuale isolamento della Valle d'Aosta nel caso in cui il protocollo per l'uso delle stazioni sciistiche sia approvato ma gli spostamenti tra regioni siano totalmente vietati".

Come molte altre voci sentite in questi giorni, anche il movimento sottolinea che un eventuale stop al turismo sciistico e invernale "avrà sicuramente delle conseguenze molto gravi per i territori di montagna e sulla loro economia".

 

 

redazione

 

 

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