Tagli Trenitalia, i sindacati: sì ai volantinaggi, no allo sciopero - VIDEO

Preoccupazione per la delocalizzazione dei lavoratori fuori Valle e attesa per i risultati degli incontri romani di Marguerettaz

 

AOSTA. «Non vogliamo usare l'arma dello sciopero per contrastare questa emergenza con Trenitalia perché penalizzerebbe ancora di più l'utenza. Stiamo cercando di coinvolgere la gente e i rappresentati politici e delle organizzazioni territoriali per dare una risposta forte e unitaria».

Così i segretari regionali di Filt Cgil, Fit Cisl, Savt e Uiltrasporti nell'assemblea dei lavoratori convocata ieri al Dopolavoro ferroviario di Aosta sulla soppressione di numerose corse sulla ferrovia valdostana.

«Non è più sostenibile che sindacati, lavoratori e utenti siano ostaggio di alcune diatribe tra istituzioni che da anni vengono portate avanti per scelte non chiare, definite e determinate da parte anche dei tre committenti, ma soprattutto tra Regione e Governo», hanno aggiunto.

La riduzione da 89 a 37 corse a partire dalla prossima domenica «oltre a essere una tragedia per la Valle d'Aosta, i pendolari e gli studenti, sarà una tragedia per il personale di Trenitalia che verrà delocalizzato in altre realtà lontane dalla Valle», hanno sottolineato. Una trentina i lavoratori coinvolti secondo le stime.

C'è attesa per gli esiti degli incontri di oggi a Roma dell'assessore ai Trasporti, Aurelio Marguerettaz. «Venerdì saremo dall'assessore per analizzare le risposte che porterà», hanno spiegato. Se i tagli saranno confermati e applicati, «lunedì saremo a Torino per discutere della delocalizzazione». Oggi invece i sindacati effettueranno un volantinaggio e nel pomeriggio saranno alla manifestazione organizzata dai Pendolari Stanchi VdA in piazza des Franchises in Aosta.

 

Marco Camilli

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