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Ampliamento ospedale Parini, accordo con la Sovrintendenza sull'area archeologica

Guichardaz e Chatrian: "trovata la sintesi per la coesistenza degli importanti ritrovamenti archeologici e il progetto relativo all'ospedale"

 

il cantiere di ampliamento dell'ospedale Parini

AOSTA. Il nuovo complesso ospedaliero di Aosta e l'antica area di sepoltura riemersa nella zona di ampliamento ad Est del Parini potranno coesistere. La Sovintendenza per i beni e le attività culturali incaricata di preservare il sito archeologico e i progettisti del nuovo ospedale ampliamento hanno infatti trovato una soluzione che sembra in grado di soddisfare le aspettative di entrambe le parti.

La novità è riportata da Albert Chatrian ed Erika Guichardaz, presidenti della III e V Commissione del Consiglio regionale, dopo le audizioni di questa mattina nel merito della petizione promossa dal Comitato Vallée Santé che si occupa anche della questione ospedale ampliato - ospedale nuovo.

"Durante il confronto di questa mattina - dicono Chatrian e Guichardaz - gli intervenuti hanno comunicato alle Commissioni che è stata trovata la sintesi tra la Sovrintendenza per i beni e le attività culturali e i progettisti circa la coesistenza della fruizione degli importanti ritrovamenti archeologici, in particolare il tumulo funerario del guerriero celtico, con il progetto relativo all'ospedale".

Il progetto di ingrandimento del Parini porterà alla "creazione di due nuovi poli dedicati all'alta intensità di cura e all'universo materno-infantile". Inoltre il cantiere prevede "la rivitalizzazione dell'ospedale mauriziano attraverso la demolizione delle parti aggiunte negli anni. Un progetto totale di ampliamento del Parini - aggiungono Chatrian e Guichardaz - che, ci è stato assicurato, risponde a tutte le esigenze della comunità valdostana, inserito in un contesto di ripensamento del sistema sanitario regionale".

Gli argomenti della petizione di Vallée Santé e gli ultimi aggiornamenti sul cantiere ospedaliero saranno esaminati dal Consiglio regionale nella seduta della prossima settimana. 

 

 

Clara Rossi

 

 

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