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Cime Bianche, Adu: autonomisti non vogliono riconoscere la realtà

«In tempo di crisi sanitaria, economica e climatica uno studio di fattibilità per un impianto di questo tipo è folle»

 

Cime Bianche

«Su Cime Bianche gli autonomisti continuano a non voler riconoscere la realtà o, peggio ancora, cercano di nasconderla». Così interviene Adu a proposito dell'interpellanza delle consigliere del Pcp Chiara Minelli ed Erika Guichardaz, discussa mercoledì in Consiglio regionale, sullo studio di fattibilità del collegamento intervallivo.

«Solo grazie all'azione delle consigliere Chiara Minelli e Erika Guichardaz, infatti, i contribuenti hanno potuto sapere che la controllata regionale Monterosa SpA aveva da tempo aggiudicato l'incarico. Lo sconto del 45% è importante, ma nelle opere pubbliche, soprattutto in Valle d'Aosta, i conti si fanno alla fine, e comunque 403.000 euro + iva in tempi di crisi non sono pochi e potevano essere usati sicuramente meglio. O il Presidente Lavevaz non ha letto il bando - prosegue Adu - o si fida troppo di Bertschy (già assessore di fatto al turismo. Che miri anche alla poltrona di Presidente?)».

Secondo il movimento politico «in tempo di crisi sanitaria, economica e climatica globale uno studio di fattibilità per un impianto di questo tipo è folle, ma affidare già la progettazione definiitiva, senza nemmeno un approfondimento legale oggettivo sul precedente del Terminillo, è materia da Corte dei Conti».

«Nelle prossime settimane - annuncia Adu - acquisiremo tutta la documentazione dalla controllata regionale e valuteremo le azioni del caso. Una cosa comunque devono avere chiara gli autonomisti e i loro futuri (?) alleati leghisti, uniti dal medesimo "amore" per il cemento e le opere inutili: Adu Vda domenica scorsa non è salita nel vallone semplicemente per fare un’escursione. Assieme ad associazioni, comitati e decine di cittadini ha intrapreso la prima tappa di un lungo percorso di Resistenza in difesa del vallone. Questo scempio per l'ambiente e le tasche dei contribuenti valdostani non si farà», si legge infine nella nota.

 

 

redazione

 

 

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