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Elezione delegato Lavevaz, sospetti della Lega sul voto. Marguerettaz: 'vi querelo'

Scontro in Consiglio Valle e accuse di controllo del voto in maggioranza sull'elezione di Lavevaz. Bertin: votazione assolutamente regolare

 

Consiglio regionale

Lega all'attacco sulla votazione in Consiglio regionale per scegliere il delegato valdostano all'elezione del presidente della Repubblica.

Il presidente della Regione, Erik Lavevaz, ha ottenuto 19 preferenze. «Dei 19 voti - ha segnalato il capogruppo della Lega, Andrea Manfrin - 11 consiglieri hanno indicato solo il cognome, 4 hanno aggiunto il nome di battesimo prima del cognome e 4 hanno aggiunto il nome di battesimo dopo il cognome. Il consiglio regionale ha un regolamento sui casi di designazione dubbie e sull'uso del nome di battesimo. Stiamo assistendo, ad essere generosi, ad una maggioranza che non si fida di sé stessa e dell'appeal del presidente della Regione e che deve verificare che i 19 voti ci siano. Riteniamo che queste modalità, se utilizzate in questa importante votazione espressione di voto libero, sia particolarmente grave».

Dose rincarata dalla collega leghista Nicoletta Spelgatti. «Quella di oggi è una pagina veramente brutta, che va contro tutto quello che è stato dichiarato per evitare il controllo del voto in Valle d'Aosta. Si parla di libertà del voto per i cittadini, eppure non è cambiato nulla».

Il capogruppo dell'UV, Aurelio Marguerettaz, ha respinto le accuse. «Se avete delle prove di consiglieri che controllano il voto andate a denunciare, perché si tratta di un reato - ha detto rispondendo ai due consiglieri leghisti -. Se non avete delle prove, non infangate malamente delle persone che hanno espresso, senza nessun vincolo, una indicazione. Se dichiarate invece che c'è stato controllo del voto, vi querelo io».

A mitigare un po' i toni i leghisti Paolo Sammaritani e Luca Distort. I primo ha definito quanto accaduto oggi «una questione politica». Distort ha richiamato il principio del rasoio di Occam sul fatto che la spiegazione più semplice dell'accaduto sia, normalmente, quella corretta. «Emerge una situazione di curiosità intellettuale - ha affermato -: è quantomeno curioso che ci sia un certo numero di voti espressi con un certo meccanismo, un altro numero di voti con un meccanismo diverso e poi altri voti con una terza soluzione. La risposta la daranno i cittadini».

«La votazione è avvenuta in modo assolutamente regolare», ha infine assicurato il presidente del Consiglio regionale Alberto Bertin. Nessun controllo del voto, dunque. «Mai avrei accettato una situazione del genere», ha affermato Bertin.

 


E.G.

 

 

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