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Interpellanza in Consiglio Valle sulla candidatura a Regione europea dello sport

I dubbi della Lega: promosso da un'associazione privata e chi vince deve pagare. Guichardaz: un atout per valorizzare la Valle d'Aosta

 

La candidatura della Valle d'Aosta a Regione europea dello sport per il 2023 è stata oggetto di una interpellanza discussa mercoledì in Consiglio regionale. 

«Sembra che questa candidatura abbia a che fare con l'Unione europea - ha spiegato il capogruppo della Lega Andrea Manfrin -, ma in realtà il bando è lanciato da un'associazione senza scopo di lucro, Aces Europe, che non ha nessun legame con le istituzioni europee. Curiosando sul loro sito internet, ho scoperto che ci sono tanti premi per lo sport attribuiti da questa associazione - Regione, Città, Comune, Isola - con 21 luoghi italiani che, nel 2023, potranno fregiarsi di questo titolo, senza contare tutti gli altri 27 Stati europei. Da un rapido calcolo, nel 2023 ci saranno ben 160 luoghi europei dello sport».

Le motivazioni alla base della candidatura della Valle d'Aosta le ha spiegate l'assessore regionale allo Sport, Jean-Pierre Guichardaz. «La Valle d'Aosta vanta il numero più alto d'Italia di iscritti ad associazioni sportive e un elevato numero di infrastrutture sportive. Inoltre la Regione negli anni ha sviluppato competenze professionali e può contare su di una capacità organizzativa nell'ospitare eventi di livello mondiale. Agli sport del territorio è stato affiancato il calcio, che è una grande vetrina mediatica».

Secondo l'assessore il marchio di Regione europea per lo sport è «un atout importante che poi dovrà essere utilizzato in modo opportuno ed efficace per valorizzare la Valle d'Aosta come regione sportiva a 360 gradi».

Di diverso parere il capogruppo della lega. «L'ordine di assegnazione del premio è cronologico: il primo che scrive vince - ha affermato Manfrin -. Uno può avere i migliori impianti del mondo, ma se scrive in ritardo non ottiene il premio. Le sembra prestigioso un marchio che viene dato in questa maniera, oltretutto da un'associazione privata?».

Inoltre c'è la questione delle spese a carico del bilancio regionale: «dalla delibera di Giunta - ha proseguito Manfrin - si evince che la Regione abbia speso 7.300 euro solo per iscriversi e che saranno impegnati altri 12mila euro per il confezionamento del dossier oltre a 23mila euro se vince. Di solito, quando uno vince non deve pagare. Qualcuno ha promesso una fontana da vendere e l'assessore ci ha creduto».

 

 

E.G.

 

 

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