Riforme costituzionali, Rollandin: "chiara la volontà di limitare l'autonomia dei territori"

La Valle d'Aosta avrà due senatori, ma con il nuovo Senato «tutto il sistema delle Regioni ne esce indebolito»

 

AOSTA. «Il governo Renzi ha elaborato un progetto di riforma che non corrisponde alle attese delle autonomie territoriali italiane». Lo ha detto oggi pomeriggio Augusto Rollandin intervenendo in francese durante il Consiglio regionale straordinario sulla riforma del Titolo V della Costituzione che il Senato ha già votato.

«Le Regioni e gli enti locali speravano che le modifiche alla Costituzione confermassero l'evoluzione verso un vero regionalismo e creassero le condizioni per la completa applicazione dell'articolo 119 sul federalismo fiscale», ha detto Rollandin, ma al contrario la riforma «rivela chiaramente l'intento di limitare l'autonomia dei territori e di riportare sotto il controllo dello Stato numerosi ambiti.»

La «più grande preoccupazione», ha ancora affermato il presidente della Regione, è legata alla «clausola di supremazia, la cui introduzione potrà avere effetti devastanti sul sistema di tutte le Regioni». «Grazie all'eccellente rapporto di collaborazione con i colleghi delle altre Regioni, siamo riusciti ad ottenere il riconoscimento delle specificità e delle competenze previste dal nostro Statuto e a limitare l'impatto della riforma sul nostro sistema», ha aggiunto ricordando l'introduzione della "clausola di salvaguardia" (che esclude le autonomie speciali dall'applicazione delle disposizioni del capitolo IV sulla ripartizione delle competenze e la già citata clausola di supremazia) e l'obbligo di concertazione sulle modifiche allo Statuto speciale.

Analizzando le disposizioni sul nuovo Senato, Rollandin ha poi spiegato che le nuove modalità di elezione «assicureranno alla Valle d'Aosta un secondo senatore». Lo stesso Senato però «avrà meno poteri e, come conseguenza, l'intero sistema regionale ne uscirà indebolito». L'unica nota positiva è l'attribuzione a Palazzo Madama di un ruolo di collegamento tra l'Unione europea e le Regioni.

«Tenendo conto del fatto che il testo non è ancora definitivo - ha concluso il presidente della Regione , con tinueremo a lavorare con i nostri parlamentari, con i colleghi delle Autonomie speciali e con la Conferenza delle Regioni per migliore la riforma e valorizzare il ruolo delle autonomie territoriali.»

 

Marco Camilli

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