Concessioni idroelettriche, Pcp: sull'iter in Paritetica silenzio preoccupante

La replica di Rini: la Commissione sia lasciata fuori dal teatrino politico locale

 

Idroelettrico

«Il silenzio e l'incertezza sui contenuti e sull'iter di approvazione della Norma di Attuazione dello Statuto per trasferire alla Regione le competenze per il rilascio delle concessioni per grandi derivazioni d'acque a scopo idroelettrico è preoccupante e incomprensibile»: lo afferma il Tavolo di coordinamento del Progetto Civico Progressista.

«Dopo tre anni dall'avvio dell’elaborazione della Norma e la stesura della prima bozza siamo ancora in alto mare» pur trattandosi di una «questione di primaria importanza» e «urgente perché se l'approvazione, da parte sia del Consiglio dei Ministri sia del Consiglio regionale, non interviene entro quest'anno, tutto verrà azzerato con lo scioglimento del Parlamento e le nuove elezioni politiche».

«Le consigliere regionali di PCP ed anche i consiglieri di altri gruppi di opposizione hanno più volte chiesto informazioni e posto il problema - spiega il Tavolo -, la deputata Tripodi ha scritto ai Presidenti della Paritetica e della Regione. Qualcuno si è quindi attivato ma non la maggioranza regionale ed è sorprendente l'assordante silenzio del senatore Lanièce che pure fa parte della Commissione paritetica. Silente anche il Presidente della Regione. Mentre Emily Rini, anche lei componente della Paritetica, ma di designazione statale, ha riferito ad un organo di informazione locale che l'iter di acquisizione dei pareri si sarebbe concluso; informazione - prosegue il Tavolo del PCP - che è stata diffusa accompagnata da elementi di inesattezza sull'iter di approvazione che rendono necessari dei chiarimenti».

La replica di Emily Rini

Su questo punto arriva la replica direttamente da Emily Rini. «Spiace constatare come - dichiara la componente della Paritetica -, nell'ambito dei regolamenti di conti tra ex alleati della maggioranza regionale, venga tirato in ballo anche un organo tecnico come la commissione paritetica per l'attuazione dello Statuto speciale della Valle d'Aosta. Un fatto grave - commenta Rini -, a maggior ragione considerando che si attribuiscono alla sottoscritta, che ricorda essere componente di nomina statale, affermazioni e dettagli che non ha mai pronunciato, nel rispetto dell'autonomia di funzionamento della commissione paritetica stessa, che rammento essere un organo tecnico e non politico.

Rini chiede di «lasciare fuori la commissione paritetica dal teatrino in corso a livello locale, diffidando altresì ad attribuire alla sottoscritta dichiarazioni mai rilasciate e ricostruzioni mai formulate».

Il lavoro in Commissione Paritetica «sta proseguendo in maniera proficua e spedita», aggiunge la componente della Paritetica. «Invito proprio coloro che tirano per la giacchetta un organo tecnico, incardinato presso il Ministero per gli Affari regionali e le Autonomie, a informarsi maggiormente e meglio sui passaggi necessari all'adozione di una norma di attuazione».

 

 

Marco Camilli

 

 

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