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La base dell'Union Valdôtaine ha deciso: 'proseguire con la maggioranza a 18'

Il Mouvement teme spaccature in caso di alleanze 'difficili'. Agli eletti l'indicazione di non procedere con allargamenti

 

Union Valdôtaine

Il Conseil Fédéral dell'Union Valdôtaine, riunito lunedì sera, ha preso la sua decisione: si va avanti con l'attuale maggioranza a 18. Niente allargamento e nessun nuovo accordo.

Il voto del "parlamentino" dell'UV per confermare le alleanze stabilite a inizio legislatura è stato pressoché unanime, con qualche astensione. La proposta di accordo con la Lega VdA per portare a 22 la maggioranza non è stata nemmeno portata al voto dal Comité Fédéral, malgrado se ne parli ormai da settimane. Lo stesso è avvenuto per l'ipotesi di estendere la maggioranza con il gruppo Pour l'Autonomie di Augusto Rollandin e Marco Carrel.

Alla base dell'indicazione di proseguire con gli attuali 18 ci sono alcune valutazioni politiche. Il documento votato considera il «ruolo centrale che l'UV ha ritrovato sullo scacchiere politico valdostano» e valuta «pregiudizievole per l'UV, in questo momento delicato, rischiare di cercare alleanze difficili». La linea scelta è inoltre considerata in continuità con «l'azione del movimento a partire dall'ultimo congresso». 

L'Union teme che accordi con alleati "scomodi" possano provocare frizioni interne. Spaccature all'interno del movimento, o persino scissioni, indebolirebbero l'UV e gli farebbero perdere peso politico.

La base unionista «impegna gli eletti a cercare la migliore soluzione possibile per assicurare un governo coerente con il mandato del congresso dell'UV, salvaguardando la posizione centrale del Mouvement e rinforzando le alleanze già presenti nella maggioranza del Consiglio Valle» e indica «di non procedere a nuovi allargamenti».

Mercoledì 8 e giovedì 9 giugno il Consiglio regionale della Valle d'Aosta tornerà a riunirsi. Alla luce della decisione del parlamentino unionista, la seduta proporrà una maggioranza e una opposizione con confini di nuovo ben delineati.

 

 

Marco Camilli

 

 

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