Regione, ripartono i lavori per il Lavevaz bis. Con qualche grattacapo in più per l'UV

Dopo la rinuncia di Testolin, UV e Lavevaz ripartono quasi da zero. Machet: analisi interna per capire dove possiamo aver sbagliato

 

Erik Lavevaz

Dopo la rinuncia di Renzo Testolin all'incarico per formare un nuovo governo, in Regione continuano le manovre per consolidare la maggioranza. Al presidente Erik Lavevaz rimane il compito di dare forma alla giunta Lavevaz bis.

«Ricominciamo il lavoro da dove l'abbiamo lasciato», dice il presidente dell'esecutivo regionale. Nessun allargamento del perimetro di maggioranza, che in questo modo rimane a 18. 

Punto e a capo, dunque? Non proprio. Tra l'UV e gli alleati c'è qualche grattacapo in più dopo il comunicato di Testolin sugli altri movimenti della maggioranza. «Alla fine della giornata di ieri 9 novembre - ha scritto Testolin -, in alcuni casi anche in spregio a decisioni già assunte dai propri direttivi di riferimento, le quattro forze politiche hanno preferito non incontrare la delegazione politica dell'Uv ma affidare i loro desiderata ad un improbabile e istituzionalmente poco corretto comunicato stampa congiunto che tacciava ingiustamente l'Uv di poca chiarezza e di aver creato confusione nel percorso di confronto».

La presidente dell'Union Valdôtaine, Cristina Machet, dice: «Mettiamo il punto su questa situazione. Andremo a parlare con gli alleati. Preferisco parlare con loro de visu e se ci sono state situazioni da chiarire le chiariremo, non attraverso gli organi di stampa ma direttamente».

Nei prossimi giorni il lavoro dei vertici unionisti andrà pertanto in due direzioni: verso l'esterno, cioè le altre forze politiche che sostengono Lavevaz, e verso l'interno. Quando Testolin ha ricevuto l'incarico del Comité per formare il nuovo governo ha avuto il sostegno di una parte del movimento. Ora che l'ex presidente della Regione ha fatto un passo indietro, l'UV dovrà compiere «un'analisi interna all'Union per capire dove possiamo aver sbagliato», come afferma Machet.

 


Marco Camilli

 

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