Dietro alle dimissioni di Lavevaz: un Mouvement in frantumi per interessi personali

Il presidente della Regione accusa i consiglieri regionali UV di minare la stabilità della Giunta e del loro stesso movimento

 

Union Valdôtaine

Erik Lavevaz rassegna le dimissioni da presidente della Regione. Non al Consiglio regionale, bensì all'Union Valdôtaine, il movimento che mesi fa gli aveva affidato l'incarico di sciogliere il complicato problema della stabilità della maggioranza regionale.

Nella lettera trasmessa ai vertici del Leone rampante, Lavevaz punta il dito contro alcuni dei propri compagni di movimento che siedono in Consiglio regionale "colpevoli" di minare il governo regionale ma anche, e soprattutto, il futuro dell'UV. In effetti nella sua lettera, il presidente della Regione si concentra proprio su quest'ultimo aspetto.

«In questi ultimi giorni parte del gruppo dell'Union Valdôtaine in Consiglio Valle ha avanzato proposte per nuove composizioni di governo - scrive Lavevaz - . Si tratta di un'azione avviata senza alcuna condivisione politica, ma soprattutto con il solo obiettivo di minare ulteriormente questa maggioranza e di manifestare, ancora una volta e una volta di più, che secondo questa visione parziale l'unica strada possibile per risolvere la situazione politica è un patto con la destra».

Il presidente della Regione sottolinea come l'azione dei consiglieri regionali UV, o parte di essi, non rispetti le indicazioni ricevute dal movimento che li ha portati all'elezione. «Sono convinto - afferma - che questa crisi, che è stata formalizzata dal gruppo degli eletti in contrasto con il mandato ricevuto dagli organi del Movimento, è assolutamente pericolosa per il futuro del nostro movimento e rischierà di isolare politicamente l'Union Valdôtaine, in particolare dal mondo autonomista che si vuole ricomporre. Per non parlare del futuro assolutamente incerto per l'amministrazione regionale, che sicuramente porterà al centro dello scacchiere le forze politiche di destra e di estrema destra ispirate da tutti gli ideali più lontani del nostro movimento».

«Non riesco a immaginare - prosegue nella lettera - un futuro in cui l'Union Valdôtaine possa riuscire a tessere un rapporto con una destra che sempre più si identifica con le posizioni delle forze nazionaliste e populiste».

«Preso atto - conclude Erik Lavevaz - dell'ormai innegabile impossibilità di procedere alla ricomposizione della Giunta Regionale secondo il mandato ricevuto, anche a causa dell'indisponibilità degli eletti dell'Union Valdôtaine di farne parte, mi sento in dovere di consegnare il mio mandato come Presidente della Regione nelle mani del Comité Fédéral. Spero che le mie dimissioni possano comunque facilitare una soluzione più rapida della crisi politica che improvvisamente qualcuno ha voluto aprire».

La lettera trasmessa ai vertici unionisti conferma, ancora una volta, un distacco tra gli eletti dell'UV e il movimento di cui fanno parte. Già in passato il gruppo consiliare era stato accusato di agire autonomamente, se non addirittura in contrasto con le indicazioni arrivate dagli organi UV. Il modo in cui si è evoluta quest'ultima crisi a Palazzo regionale ne è una ulteriore prova e dimostra la condizione in cui si trova l'UV: una ex corazzata che oggi fatica a tenere a bada gli appetiti dei singoli.

 

Marco Camilli

 

 

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