Crisi del Movimento 5 stelle, intervista al capogruppo valdostano Stefano Ferrero

 

Grillo "stanchino", parlamentari espulsi e risultati elettorali disastrosi, ma per Ferrero «è un momento di crescita»

 

AOSTA. Tra espulsioni che destano scalpore, l'uscita di scena del fondatore Beppe Grillo e i risultati delle ultime elezioni regionali in Emilia Romagna soprattutto, per il Movimento 5 stelle questo fine 2014 sembra rappresentare la fine di un'epoca. Per qualcuno, la fine del Movimento stesso.

grillo-beppeNe parliamo con Stefano Ferrero, capogruppo in Consiglio regionale.

Cosa sta succedendo al Movimento 5 stelle?

Il nostro è un movimento nuovo. Si stanno cercando metodi che, aldilà della rete, devono garantire al massimo trasparenza e democrazia. Questo caso riguarda l’espulsione di due persone: sul metodo si può essere d’accordo o meno, ma il fatto è che quando una persona sottoscrive un impegno deve rispettarlo e a quanto pare queste due persone non lo hanno fatto. In fase istruttoria forse si poteva fare qualcosa di più articolato, approfondito, magari dando un termine entro il quale presentare motivazioni o controdeduzioni a ciò che è stato contestato… sicuramente da quel punto di vista si poteva far meglio, fatto sta che decine di persone vengono espulse in tutti i partiti ogni anno, a partire dal PD, e non se ne dice nulla. Se c'è invece un espulso o due nel M5s si parla di crisi di democrazia: secondo noi è una cosa montata ad arte dai giornali per creare il caso e suscitare interesse.

Però gli altri partiti non hanno espulso deputati e senatori nella stessa quantità del M5s. Fanno più notizia i parlamentari rispetto ad un semplice iscritto o consigliere comunale di un piccolo paese.
Sicuramente sì, ma ci sono state in passato espulsioni anche da parte dei partiti tradizionali nei confronti di alcuni “dissidenti”. Secondo noi non è una circostanza eccezionale. D’altro canto è stata una decisione della rete. Abbiamo un sistema democratico per prendere le decisioni. Qualcuno dice che sono solo 27mila persone che hanno votato.. chi vota conta, chi non vota non conta. Lo abbiamo visto nelle ultime elezioni in Emilia Romagna. Secondo noi la democrazia è stata rispettata e il fatto che adesso addirittura si sia stabilito che lo staff organizzativo venga supportato da cinque eletti del M5s secondo noi è una cosa salutare, va nella direzione di renere ancora più trasparente le cose. E’ un momento di crescita del movimento, non di crisi.

Grillo ha detto “sono stanchino” e in effetti il Beppe Grillo di qualche anno fa non è quello di oggi.
L’età va avanti, gli impegni sono sempre più pesanti e massacranti, Grillo deve occuparsi anche del blog e ha una mole di lavoro che, si è reso conto anche lui, è difficile da sostenere. A mio parere è una saggia decisione.

Beppe Grillo è "stanchino", Casaleggio un po’ per problemi di salute un po’ per vicende di altra natura è quasi scomparso dalla scena politica. Pensi che questo abbia inciso nel flop elettorale in Emilia Romagna oppure il M5s non è più cosi affascinante come una volta?
Secondo me è una fase storica che sta atraversando l’Italia: la percentuale di astensionismo sta raggiungendo livelli insopportabili e alla fine è messa in discussione la stessa tenuta della democrazia perché quando un 36, 37, 38% di persone che va a votare la democrazia non esiste più. Stiamo vivendo anche noi questo momento di transizione e poi il movimento dovrà crescere. Ci sono dei momenti di assestamento come questo però c’è una base che si è consolidata e poi, finito l’effetto Renzi, ci sarà un recupero del Movimento in termini anche superiori ai precedenti. Io sono assolutamente ottimista sul futuro, è solo un momento storico con una serie di circostanze, come Renzi, che si sgonfieranno. Rimarrà un vuoto e questo vuoto se lo riprenderà il movimento.

A livello nazionale c’è l’effetto Renzi, a livello regionale invece c’è l’effetto Rollandin che pare indistruttibile. Di fronte a Rollandin vi sentite anche voi “stanchini”?
No, assolutamente. Devo dire che, dato che le sentenze non vanno commentate, dal punto di vista personale sono felice che Rollandin non sia stato cacciato per una questione penale. Rollandin dovrà soccombere perché politicamente è stata fatta un’opposizione così efficace che lo farà andare via. Il movimento lo sfiderà su questioni politiche. Non è la magistratura a dover togliere l’incomodo, è la politica che deve fare pulizia.

Cambiando discorso, per le comuali di Aosta cosa si sta organizzando il Movimento 5 stelle?
Anzitutto è stato avviato un discorso tra gli eletti in cosiglio regionale e il resto del gruppo per capire come posizionarsi e che squadra proporre. Siamo in una fase ancora di studio quindi non abbiamo preso decisioni definitive.

Vi presenterete con una vostra lista o vi aggregherete ad altre realtà?
Al 99% l’intenzione è di fare una lista autonoma.

Qualche anno fa avreste risposto al 100%...
Dico 99% perché alla fine la decisione viene presa dal gruppo. Non vorrei esprimere una mia opinione personale.

Pizzarotti sindaco di Aosta come lo vedresti?
Benissimo. Sarebbe un salto di qualità straoridnario rispetto ai sindaci che abbiamo avuto negli ultimi 50 anni.

E’ una risposta a Beppe Grillo o una tua convinzione personale?
No no, dico che qualsiasi eletto del M5s è 10 volte più efficace rispetto agli altri.

 

Marco Camilli

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