La Valle d'Aosta diventa la prima regione "Ogm Free"

 

E' stato unanime il voto favorevole del Consiglio Valle alla legge che vieta le coltivazioni geneticamente modificate

 

AOSTA. La Valle d'Aosta è ufficialmente una regione "Ogm Free".

ogmx200E' stata infatti approvata oggi dal Consiglio regionale all'unanimità la legge, emendata dalla II Commissione, che introduce il divieto di utilizzo degli organismi geneticamente modificati sul territorio valdostano.

«La legge persegue più obiettivi - ha detto il relatore Claudio Restano illustrando il testo in aula -: fornire una regola chiara, certa ed applicabile, la prevenzione della salute, la tutela e valorizzazione del nostro patrimonio ambientale, svolgere un'azione di marketing territoriale e garantire leali scambi commerciali».

«Quando si parla di OGM la comunità civile e quella scientifica si dividono in favorevoli e contrari» ha premesso Restano spiegando che « tutt'oggi non si è ancora giunti ad un definitivo chiarimento in merito alla pericolosità di questi alimenti». Il divieto totale di utilizzo degli organismi geneticamente modificati è motivato anche con l'alto rischio di contaminazione delle coltivazioni tradizionali e biologiche dovuto alla morfologia del territorio regionale, con possibili conseguenze sulle produzioni Dop e Igp e potenzialmente sulle aree naturali protette.

Tra i primi a commentare l'approvazione della legge c'è Coldiretti Valle d'Aosta che già nel 2004 aveva avviato il progetto "liberi da OGM" al quale hanno aderito alcuni Comuni (Chambave, Champdepraz, Donnas, Etroubles, Valsavarenche, Valtournenche e Verrès). "Non siamo mai stati contro gli OGM in maniera strumentale e ideologica, o peggio demagogica" commenta il direttore della Coldiretti Ezio Mossoni, “ma la nostra posizione è una semplice conseguenza coerente della conclamata posizione a favore della tipicità, dell'origine esclusiva della materia prima legata al territorio, della biodiversità, della valorizzazione dell'ambiente e dell'economia legate alla produzione locale agroalimentare. Se si crede in tutto ciò – continua Mossoni - non si può essere a favore degli OGM, che sono omologazione, appiattimento e massificazione delle produzioni".

Nell'Unione europea, conclude Coldiretti, solo in 5 Paesi su 28 sono presenti coltivazioni Ogm.

 

Marco Camilli

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