«Se ci sono i soldi per pagare profumatamente i vertici dell'azienda, quelle stesse risorse devono esserci anche per gli operatori socio sanitari»

Nel discutere il disegno di legge, poi approvato, sul mantenimento dei Livelli essenziali di assistenza, il Consiglio regionale della Valle d'Aosta giovedì ha respinto un ordine del giorno per l'introduzione una indennità aggiuntiva da erogare agli operatori socio-sanitari.
Bocciando l'iniziativa "la maggioranza fa sfacciatamente figli e figliastri", accusano in una nota i consiglieri della Lega che hanno firmato la proposta insieme al gruppo Renaissance. "Gli OSS - sottolineano - sono oggi l'unica categoria del comparto sanitario totalmente esclusa dalle indennità aggiuntive. Per loro, un aumento di circa 350 euro al mese, fondamentale per arginare la fuga di professionisti verso la Svizzera dove gli stipendi sono nettamente più competitivi, è stato ritenuto insostenibile. Al contempo, però, con estrema facilità si sono trovate le risorse per concedere aumenti fino a 5.000 euro in più al mese ai vertici dell'USL".
Si tratta in particolare dell'introduzione di una indennità di "attrattività territoriale" che, spiega la Lega, porterà 60.000 euro in più all'anno al direttore generale dell'azienda sanitaria (rispetto a una retribuzione annua lorda di quasi 155mila euro con eventuali integrazioni del 20% basata sui risultati) e 48.000 euro in più al direttore sanitario e al direttore amministrativo (che percepiscono circa 124mila euro lordi con l'eventuale +20% sui risultati).
"Pagare adeguatamente un direttore, se lavora bene e porta risultati, è una cosa assolutamente lecita e condivisibile", precisano gli esponenti leghisti, "ma quello che non tolleriamo è l'ipocrisia politica: se ci sono i soldi per pagare profumatamente i vertici dell'azienda, allora quelle stesse risorse devono esserci anche per garantire un'indennità dignitosa agli operatori socio sanitari, che svolgono un lavoro fondamentale, usurante e a diretto contatto con i pazienti".
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