Riforme: il M5s uscirà dall'aula, FI voterà contro

Il PD: no di Forza Italia? Ce ne faremo una ragione

parlamento2Il M5S anche domani sceglierà la via dell'Aventino. I deputati grillini non parteciperanno al voto sulle riforme costituzionali e invitano le opposizioni a fare altrettanto. Ma Forza Italia ribadisce che, pur votando contro, sarà in Aula anche se in vista del voto di domani ci sarà una riunione del gruppo parlamentare questa sera.

"Domani si vota, in prima lettura alla Camera, la 'Schiforma' Costituzionale – scrive su Facebook il deputato pentastellato Danilo Toninelli - . In questi mesi abbiamo provato in tutti i modi a limitare i danni, ma da parte del Pd è stato sempre e solo no. No per il divieto di condannati in Parlamento, no per l'abolizione dei vitalizi ai condannati, no per i referendum senza quorum. No, no e ancora no. Per questo siamo usciti dall'aula, insieme a tutte le altre opposizioni. E rimarremo fuori anche domani, quando ci sarà il voto conclusivo. Entrerò solo io per la dichiarazione finale, e poi me ne andrò. L'auspicio è che se ne stiano fuori anche coloro che con noi hanno lottato per difendere la Costituzione".

Il vicesegretario del Pd Lorenzo Guerini si limita a dire: "Se qualcuno decide di chiamarsi fuori ne prenderemo atto, ne sarei dispiaciuto". Ma il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Graziano Delrio in una intervista al Qn assicura: "abbiamo la maggioranza. Che poi Berlusconi si sottragga al voto dopo aver approvato la riforma risulta difficile da capire, ma ce ne faremo una ragione".

Renato Brunetta, capogruppo di Forza Italia a Montecitorio, ribadisce su Twitter la posizione di Silvio Berlusconi: "Le cronache narrano di Matteo Renzi nervoso con sua minoranza e con Forza Italia per voto contrario a riforme e chiede aiuto a Verdini. Che paura, brrr". E ancora. "Riforme costituzionali, Matteo Renzi: 'Puntiamo a referendum'. Brunetta-Fassina-Gotor: 'deriva plebiscitaria'. Alto Colle glielo faccia notare". Sulla stessa linea anche Giovanni Toti, europarlamentare e consigliere politico di FI: " Renzi – afferma - ha sempre detto di essere autosufficiente nelle sue scelte, anche se il percorso delle riforme ha detto che si faceva insieme. Fi voterà compattamente secondo le indicazioni Berlusconi, perché il voto è conseguente al fatto che Renzi ha violato il principio di condivisione. Dopo, se c'è qualche sensibilità diversa nei gruppi parlamentari, è legittimo un voto diverso".

Ma il ministro dell'Interno e leader di Ncd, Angelino Alfano, invita Forza Italia a non piegarsi ai "diktat" della Lega. "Non ci stupisce che la Lega chieda a Forza Italia di non votare per ciò che ha sempre sostenuto Forza Italia e di non farlo come condizione per fare con Forza Italia stessa l'accordo alle regionali – spiega -. Ci stupirebbe però e ci dispiacerebbe molto se Forza Italia accettasse questo diktat facendo nascere in Parlamento il futuro fronte del no estremista alle riforme". Anche nel Pd però c'è chi voterà contro il ddl Boschi, nonostante Guerini auspichi il "sostegno di tutti".  "Non darò il mio voto alla riforma costituzionale – annuncia Pippo Civati -. Lo faccio in ragione di una posizione 'di merito' che accompagna le mie azioni dal gennaio del 2013. Lo faccio senza pensare alla questione delle correnti del Pd e ai rapporti con la segreteria, perché questa è la Costituzione".Una posizione criticata dal relatore di maggioranza della Riforma costituzionale Emanuele Fiano: "Chi non vota le riforme - osserva - fa un errore verso un'intera comunità politica e verso un partito che sta governando il Paese. Abbiamo svolto un lungo percorso per tenere conto anche delle opinioni della minoranza ma a un certo punto bisogna decidere e votare: queste riforme sono attese dal Paese da quarant'anni e le attende anche la sinistra".

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