Dopo il caos Colosseo i musei diventano "servizi essenziali" per decreto

 

Ancora polemiche per la chiusura dei siti archeoligici di Roma nonostante le migliaia di turisti in fila

Colosseox300«Non facciamo nessun attentato al diritto di sciopero, ma per come è fatta l'Italia diciamo che i servizi museali stanno dentro gli esercizi pubblici essenziali». Con queste parole il presidente del Consiglio Matteo Renzi annuncia l'approvazione da parte del Cdm del decreto lampo dopo la chiusura per circa tre ore del Colosseo a causa di un'assemblea sindacale che ha costretto migliaia di turisti, colti alla sprovvista, a lunghe attese fuori dai cancelli chiusi.

«Abbiamo pieno rispetto dei diritti sindacali - ha detto il premier - ma non è pensabile che l'Italia che riparte non sia in condizione di accogliere con un abbraccio i turisti che vengono da lontano e che non sanno che cosa è un'assemblea a Pompei ed forse è meglio che non lo sappiano. Non è un diritto in meno ai sindacati, è un diritto in più agli italiani e stranieri».

Ieri mattina a Roma, con lo stop dei siti archeologici e delle aree museali (oltre al Colosseo anche Foro Romano e Palatino, Terme di Diocleziano e Ostia Antica), si è replicata la situazione già vissuta a Pompei lo scorso giugno. La riunione del personale di custodia durata dalle 8,30 alle 11,30 ha scatenato la dura presa di posizione del governo. «Non lasceremo la cultura ostaggio di quei sindacalisti contro l'Italia. Oggi decreto legge», aveva annuncia su twitter il premier Matteo Renzi.

Il ministro dei Beni culturali Dario Franceschini aveva già in mattinata lasciato intendere che il Consiglio dei ministri sarebbe intervenuto. «La misura è colma – il primo commento del titolare del Mibact -. Proprio nel momento in cui la tutela e la valorizzazione dei beni culturali sono tornate dopo anni al centro dell'azione di governo, proprio mentre i dati del turismo sono tornati straordinariamente positivi, proprio mentre Expo e Giubileo portano ancora di più l'attenzione del mondo sull'Italia, proprio mentre io sono, come ministro, impegnato nelle discussioni preparatorie per la legge di stabilità a cercare di portare più risorse per la cultura e per il personale del ministero, una nuova assemblea sindacale, questa volta al Colosseo, fa restare turisti in fila davanti agli occhi di tutto il mondo. Il buonsenso nell'applicare regole e nell'esercitare diritti evidentemente non basta più per evitare danni al proprio Paese». Per cui, aveva spiegato Franceschini, già nel Cdm di oggi pomeriggio musei e luoghi della cultura saranno inseriti nei servizi pubblici essenziali.

Immediata la replica di Susanna Camusso. «Stiamo diventando uno strano paese, ogni volta che c'è un'assemblea sindacale si dice che non si può fare, che è diventata una cosa che non è possibile – controbatte la leader Cgil -. Capisco che si debba fare attenzione ai periodi di particolare presenza turistica, ma allora si dica chiaramente che i lavoratori non possono più avere strumenti di democrazia».

Sull'ipotesi del decreto che trasformerebbe i monumenti e i luoghi di cultura in servizi essenziali, Camusso assicura che comunque non verrebbe cancellata «la possibilità di fare scioperi o assemblee».

 

Clara Rossi

Pin It
© 2020 Aostaoggi.it