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Riforma Costituzionale, Lanièce: importanti successi per le Autonomie Speciali

 

Accolta dal governo una proposta per la riduzione delle Regioni

senatoAOSTA. Sono state giornate contrastanti quelle appena trascorse in Parlamento durante la discussione della riforma costituzionale. In Senato si è conclusa ieri la votazione degli articoli e il voto finale è atteso martedì.

Per alcuni aspetti, in questo contesto le Autonomie possono soltanto stare a guardare. «Questa riforma costituzionale - riferisce in una nota il senatore valdostano Albert Lanièce -, diversamente da quella del 2001, riduce i poteri delle Regioni. Impossibile per il Gruppo per le Autonomie contrastare questo orientamento, considerando che le Regioni a statuto ordinario, dunque le dirette interessate, non si sono opposte e che in Parlamento vi è a tal riguardo un consenso trasversale".

Statuti Speciali

Per la Valle d'Aosta, dice il senatore, da Palazzo Madama sono arrivate buone notizie. "Dopo difficili trattative - annuncia - siamo riusciti a migliorare ed ampliare la clausola di salvaguardia per le Autonomie Speciali" e "abbiamo ottenuto un altro importante successo". Spiega Lanièce: "nel nuovo testo costituzionale viene espressamente scritto che per le Autonomie Speciali resterà in vigore la Costituzione ancora vigente sino alla revisione dei rispettivi statuti d'autonomia. Non si parla più di "adeguamento" degli statuti, bensì viene inserito, in Costituzione, un termine più neutrale ossia 'revisione'".

"Alle Autonomie Speciali - continua il parlamentare valdostano - potranno essere attribuite nuove competenze tramite un meccanismo più semplice" ed in seguito alla revisione degli Statuti "si applicherà il nuovo articolo 116, terzo comma che prevede un meccanismo ancora più semplificato (non serve più la maggioranza assoluta di componenti delle due Camere) e prevede un catalogo più ampio di competenze". Novità che Lanièce definisce "molto importante in quanto le Autonomie Speciali non vengono considerate come realtà che debbano difendersi per salvaguardare il proprio status quo. Verrà invece ancorato espressamente in Costituzione che le Autonomie Speciali, in particolare quelle del nord, sono un elemento costitutivo del nostro assetto costituzionale e possono essere ancora potenziate".

Macroregioni

E' invece di due giorni fa l'accoglimento da parte del governo di un ordine del giorno sulle macroregioni. La proposta del senatore PD Raffaele Ranucci era di ridurre le Regioni "ad un numero massimo di dieci", ma è stata emendata su richiesta del sottosegretario alle riforme eliminando l'indicazione del numero massimo. L'ordine del giorno è stato fatto proprio dal governo senza passare per il voto. «Gli ordini del giorno non si rifiutano mai» il commento del presidente della Regione, Augusto Rollandin.

 

Marco Camilli

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