Consiglio Valle boccia mozione sulla Film Commission Vallée d'Aoste

La minoranza: "gestione disinvolta e familiare". Uvp si astiene insieme alla maggioranza

AOSTA. Costi del personale che assorbono la metà dei finanziamenti a disposizione, consulenze poco trasparenti e decisioni prese in assenza del numero legale. Sono alcuni dei problemi della Fondazione Film Commission Vallée d'Aoste evidenziati in Consiglio regionale ieri da una mozione di Alpe e M5s.

«Oltre il 50 per cento delle risorse corrisposte dall'Amministrazione regionale a favore della Fondazione - ha accusato Chantal Certan di Alpe - vengono assorbite dagli oneri relativi del personale, per consulenze esterne e rimborsi per trasferte tra le quali risulta, nel 2015, quella a favore del precedente direttore per attività che potevano essere svolte dal nuovo direttore».

Alcuni dubbi esistono anche sulla legittimità di alcune decisioni adottate, tra cui quella del contratto del direttore part time «presa in una riunione di un Cda che non aveva il numero legale» ha affermato Certan.

Il capogruppo del M5s, Stefano Ferrero, ha parlato di «gestione disinvolta e familiare» della Fondazione Film Commission, istituita con lo scopo di promuovere la Valle d'Aosta avvicinando le produzioni cinematografiche e televisive. «La spesa di 280mila euro, a fronte dei risultati, grida vendetta» ha detto Ferrero.

Secondo l'Uvp «bisogna ritrovare lo spirito che è stato all'origine della sua nascita e fare in modo che possa lavorare serenamente», ha detto Laurent Viérin.

La mozione proponeva di provvedere alla nomina del presidente e del legale rappresentante della Fondazione, di ripristinare il vecchio contratto e il vecchio compenso del direttore e invitava l'assessore dell'istruzione e cultura a monitorare l'attività della Film Commissione nel 2016 per verificarne "effettiva necessità, efficienza e congruità dell'azione".

Nella replica l'assessore Emily Rini ha spiegato che «non spetta alla politica ripristinare il precedente contratto del direttore» e che, riguardo all'assenza del numero legale della riunione del Cda, «è stato un mero errore di scrittura dell'atto». Rini ha quindi confermato la fiducia nella Film Commissione: «svolge un'importante attività di promozione culturale e turistica» ha detto. «Si può sicuramente fare meglio - ha aggiunto - e siamo intenzionati a rivedere in un'ottica più complessiva la sua gestione per capire come e se si può rendere più efficace questo Ente».

La mozione è stata respinta con 28 astensioni (Uv, Sa, Pd-Svda e Uvp) contro 6 voti a favore.

 

Elena Giovinazzo

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