Valle Virtuosa contro la riforma costituzionale: "alle Regioni non sarà riconosciuto alcun ruolo"

 

L'associazione aderisce al Comitato per il no al referendum di ottobre

AOSTA. "La revisione costituzionale che sarà sottoposta a referendum confermativo nel prossimo mese di ottobre non si limita a cambiare forma di Governo e di Stato, introducendo in Italia un super-premierato senza contrappesi, ma rivoluziona fortemente anche i rapporti di forza tra Stato e Regioni, togliendo a queste ultime, e ai loro cittadini, la possibilità di esprimersi su scelte che hanno una ricaduta diretta sui territori". Lo afferma l'associazione Valle Virtuosa annunciando l'adesione formale al Comitato per il "no" della Valle d'Aosta.

"La ratio che ispira la riforma è chiara - spiega in una nota l'associazione -: si tratta di collegare il progresso e la ripresa economica del paese a programmi di grandi opere su cui i cosiddetti corpi intermedi non devono avere voce in capitolo. Per espressa ammissione del governo, la riforma dell'articolo 117 costituisce lo strumento operativo privilegiato per realizzare il programma contenuto nello “Sblocca Italia”. Guarda caso, proprio quel decreto Sblocca Italia - continua Valle Virtuosa - che è stato dichiarato incostituzionale (sentenza n. 7 del 2016) per le norme che non prevedono il coinvolgimento delle Regioni, violando (oggi) gli articoli 117 e 118 della Costituzione sul riparto delle competenze tra Stato e Regioni medesime. Si lavora, insomma, perché pronunce del genere non ci siano più: gli articoli 117 e 118 della Costituzione, una volta modificati, non saranno più un ostacolo, semplicemente perché alle Regioni non sarà più riconosciuto alcun ruolo".

Ancora Valle Virtuosa: "Il quadro è completato dall'introduzione, in Costituzione, della cosiddetta “clausola di supremazia”, che prevede la possibilità, per lo Stato, di intervenire in materie di competenza regionale quando lo richieda la tutela dell'unità giuridica o economica della Repubblica, ovvero la tutela dell'interesse nazionale. Non ci vuole troppa fantasia - continua la nota - per immaginare per quali interventi questo potere sarà esercitato: autostrade, ferrovie ad alta velocità, trivellazioni, impianti petroliferi, inceneritori, gasdotti, rigassificatori saranno più facilmente realizzabili, con buona pace per il territorio, ma anche per la salute, l'economia e la democrazia" conclude l'associazione.

Elena Giovinazzo

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