Valle d'Aosta, approvata la nuova legge sulle società partecipate regionali

 

Via libera al testo che interviene su costi, trasparenza e razionalizzazione

AOSTA. La proposta di legge sulla trasparenza, il contenimento dei costi e la razionalizzazione della spesa nella gestione delle società partecipate dalla Regione è stata approvata dal Consiglio regionale della Valle d'Aosta con voto quasi unanime (33 "sì", 1 "no" dal M5s).

«L'iniziativa vuole soprattutto ribadire il principio di autonomia che caratterizza le scelte legislative della Regione e che trova nell'indicazione della conoscenza del francese la caratteristica privilegiata per l'accesso al lavoro in tali società, il manifesto di una Regione bilingue e autonoma» ha dichiarato il presidente della II Commissione Leonardo La Torre in aula.

Due i punti di forza del nuovo testo secondo il capogruppo di Alpe, Albert Chatrian: la trasparenza e il pari trattamento nelle assunzioni e negli affidamenti. «La legge prevede infatti che sul sito delle società e della Regione vengano regolarmente pubblicati gli elenchi degli operatori economici che possono lavorare per la società in questione e gli esiti delle relative gare, mettendo tutti i cittadini nella condizione di valutare che siano garantite pari opportunità. Lo stesso principio varrà per le assunzioni che avverranno mediante selezione pubblica a cui sarà data adeguata pubblicità, mettendo così fine a pratiche non trasparenti».

Elso Gerandin, del gruppo Misto, ha affermato che la legge permetterà di «superare notevoli difficoltà in cui ci è sinora imbattuti, come nel caso dell'accesso agli atti per i Consiglieri».

La legge è «strategica» ha dichiarato il capogruppo di Pour Notre Vallée Claudio Restano. «Abbiamo saputo portarci avanti su un argomento à la une in tante regioni». Il capogruppo ha anche sottolineato l'importanza della parte del testo che regolamenta i compensi e i benefit per i dirigenti e che vincola le indennità di risultato al miglioramento della situazione economico-finanziaria delle società.

Annunciando il voto contrario, il consigliere dei 5 stelle Roberto Cognetta ha invece parlato di «una montagna che ha partorito un topolino». La nuova legge «fa poco onore alla Regione soprattutto in un settore dove è sempre valsa una gestione affaristica e personalistica». Per Cognetta «si dovrà fare molto di più».

 

redazione

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