Bocciata la riforma costituzionale: le reazioni dei politici valdostani

 

Il sindaco di Aosta Centoz: "una sonora bocciatura, ma ora quale prospettiva?"

AOSTA. All'indomani del referendum che ha bocciato la riforma costituzionale del governo Renzi, quali conclusioni ne trae la politica valdostana? Lo abbiamo chiesto agli esponenti del fronte del "sì" e del "no": ecco le loro risposte.

centoz-fulvio1Fulvio Centoz (Partito Democratico - sindaco di Aosta)

Il risultato ci consegna una partecipazione davvero straordinaria che non era immaginabile, almeno a guadare la campagna elettorale delle ultime settimane. E ciò, al di là del risultato, è comunque un elemento positivo. L'ampia partecipazione è sintomo di una presa di coscienza civica che non può che essere salutata positivamente.
Proprio perché hanno partecipato attivamente così tanti cittadini (e alcune indicazioni le avevamo avute quando nei giorni precedenti sono state tante le richieste di rifare la tessera elettorale a dimostrazione dell'interesse per la consultazione elettorale) il dato che ne esce è un dato fortemente politico.
Ha indubbiamente perso il Presidente Renzi e con lui il Partito Democratico che più di tutti si sono spesi per questa Riforma Costituzionale, mentre hanno vinto tutti gli altri, dall'estrema destra all'estrema sinistra, uniti nella voglia di far cadere il Governo in carica. Una sonora bocciatura quindi della politica di questi 3 anni di governo, una bocciatura anche alle tante riforme - forse perfettibili, ma sicuramente necessarie - che sono state approvate (e penso innanzitutto alla legge sulle Unioni civili di cui si è discusso per anni e che, oggi, finalmente è realtà).
Tutto ciò però non è bastato, la rabbia della gente, gli esclusi, coloro che hanno subito la crisi in questi anni, i giovani che non trovano lavoro, coloro che non arrivano a fine mese, le partite Iva che faticano e gli artigiani che soffrono la concorrenza... Tutti uniti nel mandare a casa Renzi, tutti insieme appassionatamente per distruggere.
E poi?
Quei 19,4 milioni di italiani che hanno votato no hanno sicuramente vinto, ma quale prospettiva danno al Paese? Qual è la loro idea di futuro? che prospettiva ci daranno?
Noi invece dobbiamo ripartire da quei 13,4 milioni di italiani che hanno votato si alla Riforma, che hanno una visione ed una prospettiva comune, che avrebbero voluto semplificare la nostra architettura istituzionale che volevano proseguire sulla strada delle riforme intraprese.
L'ho già detto più di una volta: ormai la sfida non è più tra centrodestra e centrosinistra, la linea di frattura politica è tra chi vuole provare a cambiare le cose amministrando e governando processi difficili come quelli che stiamo vivendo e chi, invece, parla alla pancia della gente, vuole distruggere tutto e tutti, soffia sulla disperazione e sul malcontento senza però una reale prospettiva.
Ieri ha vinto la voglia di distruggere che più facilmente coagula consenso. Ma era una prima partita, non il campionato.
E qui in Valle? la prospettiva rimane intatta: un fronte autonomista di centrosinistra che sappia riformare le istituzioni e ammodernare la nostra regione assumendosi delle responsabilità e guardando alle generazioni future. Abbattere il governante di turno serve a poco se non sai offrire alternative. Ma i populismi non si battono con nuovi populismi perché i cittadini tra la copia e l'originale scelgono sempre l'originale.
E allora tocca tornare a fare politica e per il #PartitoDemocraticoVda si aprono importanti spazi di manovra. Bisogna ripartire da quelle 30.568 persone che hanno votato sì.

Bertin-albertox300Alberto Bertin (Alpe)

È stata respinta una brutta riforma. Una modifica costituzionale che avrebbe riproposto un'idea anacronistica di Stato centralizzato incapace di rispondere alle esigenze attuali. La presunta semplificazione propagandata in questi mesi avrebbe finito per complicare ancor di più il funzionamento delle istituzione. Essendomi espresso criticamente tra i primi su questa riforma, non posso che essere soddisfatto del risultato e della grande affluenza. La partecipazione è un fatto sempre molto positivo. Anche la Valle d'Aosta ha respinto largamente la proposta di modifica costituzionale nonostante lo schieramento per il sì fosse ampio e teoricamente maggioritario. Una bocciatura per i parlamentari valdostani sostenitori della riforma ed espressione di movimenti autonomisti, che, su una riforma riguardante anche l'autonomia, sono stati smentiti dagli elettori valdostani.

Restano-claudioClaudio Restano (Pour Notre Vallée)
Dopo il voto si apre una nuova fase, importante, di riflessione sul futuro della nostra Autonomia. I Valdostani e gli Italiani hanno bocciato una riforma della Costituzione "confusa" e soprattutto "non condivisa". Crediamo vi sia, comunque, un'urgenza di procedere alla riforma dello Statuto Speciale della Nostra regione e di lavorare ad azioni congiunte che tutelino e valorizzino le regioni e le provincie autonome.
I consiglieri di Pour Notre Vallée sono disponibili fin da subito a  partecipare a tutti tavoli che perseguono gli obiettivi sopra richiamati e che coinvolgono oltre alla politica anche la società civile.

Roberto Cognetta (Movimento 5 stelle)

Sono contento per i valdostani che, anziché credere agli ordini di partito unico hanno ragionato informando e votando contro lo scippo al nostro statuto. Viva la vallee, il suo statuto e tutti i cittadini hanno dimostrato che la politica dell'uomo solo al comando non è più possibile.

Certan-chantalChantal Certan (Alpe)

La reazione degli elettori ad una forzatura è stata chiara, indice che, con questa riforma, il Governo e il suo Premier hanno davvero esagerato e troppo poco avuto rispetto della Costituzione e degli Statuti delle Regioni.
La lettura chiara è che non si possono ingannare i cittadini: un presidente non eletto che si permette di spadroneggiare in questo modo è stato stoppato alla prima occasione di voto libero. Considero infatti questo risultato, anche in Valle d'Aosta, di voto libero, non controllabile secondo il "metodo clientelare". Vi è un altro aspetto da sottolineare, che i cittadini hanno partecipato al voto, sfatando le dicerie che gli elettori non partecipano al voto. Ritengo che anche in Valle d'Aosta, dove la maggioranza regionale (UV, PD, SA, UVP e PNV) è stata clamorosamente delegittimata, debba aprirsi una nuova stagione politica... fatta di passaggi chiari di discontinuità di metodo e di persone con il passato, unica via per rilanciare la nostra Regione.

Spelgatti-nicoletta1Nicoletta Spelgatti (Lega Nord)
Rollandin e la sua Union hanno tentato di distruggere la nostra autonomia. Per l'ennesima volta. Il popolo valdostano si è ribellato. Ha detto NO, partecipando in massa alla votazione referendaria. I pseudo-partiti autonomisti, Union e Stella Alpina, con il loro alleato PD, devono prendere atto della sconfitta, tornando alle urne sia in Regione che nel Comune di Aosta.

 

Marco Camilli

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