Ferragosto è una ricorrenza che segna, puntualmente, la fine delle ferie, per gli adulti che lavorano, e l’ultimo mese di vacanze scolastiche per coloro che sono impegnati ad assolvere all’obbligo scolastico. Molti figli con genitori non più conviventi, però, hanno sperimentato l’amarezza del fallimento delle aspettative di giugno, come quasi sempre avviene, ed hanno potuto trascorrere solo pochi giorni con il genitore meno presente nella loro vita, perché non ha potuto usufruire delle ferie dovendo lavorare e, non avendo, spesso, nemmeno la possibilità di ospitarli in una abitazione decente per i pochi giorni che dovrebbero trascorrere con lui. A causa di ciò, sono i figli stessi a non voler andare con il genitore nei tempi previsti dal giudice. Questa loro scelta rinnova nel genitore non collocatario (il padre, per il 94%) il dolore della perdita, di fatto, di un diritto genitoriale e i figli vengono privati della presenza di un insostituibile punto di riferimento per una loro crescita equilibrata e serena.
Non per tutti i separati il Ferragosto è un giorno bello
Un padre, che proprio in questo periodo non ha potuto usufruire delle sudate ferie, ci ha manifestato tutto il suo dolore per non poter andare in vacanza con i tre figli nemmeno un giorno per mancanza di disponibilità economica, a causa di una sanguinaria separazione che lo costringe a dormire su un divano messogli a disposizione dalla vecchia madre ammalata.
Non per tutti i genitori, soprattutto se separati, questo è un periodo di allegria e spensieratezza, anzi, come per le feste natalizie, è un periodo di sofferenza per l’amara constatazione della impossibilità di poter manifestare, in concreto, il reciproco amore tra genitore non collocatario e figli. La questione economica ha le proprie responsabilità e lo continuerà ad avere fino a quando chi decide sul futuro dei minori non avrà la consapevolezza che l’amore tra genitori e figli presuppone, sempre, una equità sociale che non crei disuguaglianze per legge e discriminazioni tra i genitori, in nome di presupposti inesistenti, spesso falsamente costruiti in sedi finanziate per tutelare i minori, ma non per discriminare, quasi sempre, il genitore meno presente con figli, a causa del mancato affido paritario.
Ferragosto dal carcere
Non è un bel ferragosto per quel padre (nonché per i nonni e zii paterni) che, a seguito della denuncia della ex compagna per violenza sessuale nei suoi confronti, senza prove, e per violenza in famiglia, è stato condannato a sei anni e sei mesi di reclusione, che ha incominciato a scontare in un carcere milanese dal dicembre scorso.
La madre dei suoi figli non ha voluto l’affido dei figli e nemmeno la collocazione prevalente presso di lei, perché preferiva che i figli fossero messi in un istituto o dati in adozione a una famiglia, così lei non avrebbe più avuto nemmeno l’obbligo del loro mantenimento. Il padre si è accollato il mantenimento, per intero, dei tre figli, ritornando ad abitare nella casa dei suoi genitori e, con il loro aiuto, da quasi dieci anni, li mantiene e li educa, non facendo mancare loro nulla. La madre, che gode di ottima saluta e trascorre il suo tempo su internet, dove conosce tante fugaci persone, in cerca di sistemazioni, ma, fra queste, sono pochissime quelle che potrebbero essere disposte a fare con lei scelte impegnative. Non lavora e non fa risultare somme “pignorabili” ai suoi creditori e dal padre dei suoi figli per il mancato versamento del piccolissimo assegno di mantenimento, omesso quasi fin dalla nascita del loro terzo ed ultimo figlio. E’ stata penalmente condannata, ma continua a non versare l’assegno di mantenimento, che, da 450 euro (per tre figli), è stato ridotto dalla Corte d’Appello (Sez. Civile) di Milano, complessivamente, a €. 150 al mese da Giugno 2026.
La fondamentale condivisione dei tre minori da parte dei nonni, zio e zie paterne (con i loro partner)
I figli sono mantenuti dai nonni paterni, con la loro minima pensione, poiché il padre, in carcere, non ha reddito e nemmeno può sostenerli economicamente, come, invece, faceva prima della reclusione. I nonni sono aiutati, amorevolmente e in modo esemplare, dal fratello e dalle due sorelle del padre. Una famiglia, questa, da portare come esempio di modello familiare e parentale, poiché i figli/nipoti sono al centro degli interessi economici, culturali ed educativi dei congiunti del padre. Tutto ciò, però, non diminuisce il dolore del padre, che non può seguire direttamente i figli per una denuncia senza prove della ex compagna, con un passato giovanile burrascoso, anche prima della conoscenza del futuro compagno.
Il padre può intrattenersi al telefono con i figli tutti i giorni per pochi minuti. I figli aspettano sempre emozionati questo momento, perché sono fortemente legati, da sempre, a quel padre che, una volta terminato il faticoso lavoro quotidiano, trascorreva tutto il suo tempo libero con loro, portandoli anche un mese al mare sul Gargano, dove possiede una piccola casetta degli antenati. Anche per loro questo è stato un Ferragosto triste, perché i tre minori sono fortemente attaccati alla figura paterna, che non faceva mancare nulla a loro ed era il loro punto di riferimento. Il Ferragosto, per loro, per il padre e i nonni paterni, voleva dire mare e gioia per la presenza tutta per loro del padre, in quel periodo, a tempo pieno. I figli, che non hanno mai accettato la vita materna per le sue frequentazioni ballerine, anche di extracomunitari che nemmeno parlavano l’italiano, a cui lei li lasciava, poiché non aveva una fissa dimora dove stare. I figli rifiutano la sua presenza e non vogliono avere con lei nemmeno incontri protetti.
Ferragosto è una festa per pochi minori con i genitori non più conviventi, perché il genitore con cui non convivono più spesso è vittima di una giustizia frettolosa che condanna un padre che il padre lo faceva, anche se poteva esserci il dubbio sul fatto che le cose, però, non stessero come dalla interessata dichiarate, cioè che la violenza sessuale, che oggi va tanto di moda denunciarla anche quando non c’è, non ci fosse stata e che, per una condanna così pesante, non basta sostenere che la denunciante non aveva prove delle sue affermazioni, ma era ugualmente credibile, perché la ex compagna aveva riferito i dettagli dell’accaduto, raccontando i fatti in maniera da far trasparire sicurezza (mediante il linguaggio non verbale del corpo, visto dai giudici, ma che, sembra, non risulti dai verbali redatti in forma riassunta). Peccato che non si è guardato il suo passato giovanile e i carichi penali pendenti dei suoi familiari stretti con i quali talvolta conviva. Questo, comunque, sarà oggetto di altri interventi. Buon Ferragosto ai separati, compresi quelli senza scrupoli morali per mandare in carcere persone che il genitore lo facevano seriamente.
Ubaldo Valentini, pres. Associazione Genitori Separati per la Tutela dei Minori (aps),
tl. 347.6504095,



