Il 19 aprile è la Giornata per la donazione di organi e tessuti. L'Ausl: donare significa trasformare una perdita in una possibilità di vita per altri

La dott.ssa Calligaro (al centro) e le infermiere Gualtieri (sinistra) e Massariol (destra)
Sono più di 66mila i valdostani che hanno dichiarato la loro autorizzazione o il loro diniego alla donazione degli organi. Più nel dettaglio, al 24 marzo scorso risultano 66.578 dichiarazioni con il 76,1 per cento di consensi e il 23,9 per cento di opposizioni, una percentuale inferiore alla media nazionale.
Questi dati sono resi noti dall'Ausl Valle d'Aosta in occasione della Giornata nazionale per la donazione di organi e tessuti che ricorre il 19 aprile.
Sara Calligaro, anestesista rianimatrice, è la responsabile del Coordinamento per la donazione di organi e tessuti dell'ospedale "Umberto Parini" di Aosta. Spiega: ««Ogni donazione racconta una storia di grande generosità. In un momento di dolore, scegliere di donare significa trasformare una perdita in una possibilità di vita per altri. È un gesto che parla di solidarietà, di comunità e di cura reciproca. Per questo è importante continuare a informare, ascoltare e accompagnare i cittadini in una scelta così preziosa e consapevole».
Calligaro è affiancata dalle infermiere esperte di "procurement", Francine Massariol e Morena Gualtieri. Il team opera in stretta sinergia con la Direzione Sanitaria, la Terapia Intensiva e tutte le Strutture aziendali e accompagna pazienti e famiglie in momenti di particolare fragilità, trasformando un gesto di grande generosità in una concreta possibilità di cura e di vita per chi è in attesa di trapianto.
Negli ultimi anni, dice l'Ausl. sono stati segnalati numerosi potenziali donatori con un’importante attività di prelievo di tessuti. Nel solo 2025 in Valle d'Aosta sono stati effettuati 4 prelievi multitessuto, 63 prelievi di lembi corneali e 1 prelievo multiorgano.
Per il futuro e per aumentare ancora questi numeri, l'azienda sanitaria ha avviato nuovi progetti, tra cui un nuovo modulo di segnalazione dei decessi ospedalieri con valutazione sistematica del potenziale donatore di cornee, il coinvolgimento di reparti chiave come Pronto Soccorso, Hospice, Oncologia e Medicina, e percorsi formativi accreditati per il personale sanitario.
E.G.




