«La crescente complessità clinica nei pazienti anziani, cronici e pluripatologici, rende necessario un confronto multidisciplinare costante»
È rivolto ai professionisti del sistema sanitario il corso sull'appropriatezza delle prescrizioni di farmaci organizzato per il 1° ottobre dall'Ausl della Valle d'Aosta.
L'evento è intitolato "Appropriatezza prescrittiva: tra evidenze scientifiche, sostenibilità e complessità del paziente" ed è proposto nell'ambito di un percorso di "deprescribing" intrapreso recentemente dall'azienda sanitaria. L'obiettivo è quello di "promuovere un utilizzo dei farmaci sempre più appropriato, fondato sulle migliori evidenze scientifiche e capace allo stesso tempo di tenere conto della complessità dei pazienti e della sostenibilità del Servizio sanitario".
L'incontro del 1° ottobre vedrà come ospite il prof. Nicola Magrini, professore ordinario di Farmacologia all’Università di Bologna e già direttore generale dell’AIFA-Agenzia Italiana del Farmaco. Magrini parlerà del rapporto tra uso ottimale dei farmaci e sostenibilità del Servizio sanitario nazionale e del tema della costruzione di un linguaggio comune tra ospedale e territorio per favorire il buon uso dei medicinali. L'iniziativa è quindi aperta a medici ospedalieri e territoriali, medici di famiglia, infermieri e farmacisti.
Il corso sarà aperto da Lucia Alberghini, direttrice della Struttura complessa Farmacia dell'Usl, che spiega: parlare di appropriatezza prescrittiva non significa semplicemente parlare di contenimento della spesa, ma interrogarsi su come garantire a ogni paziente il trattamento più adeguato, sulla base delle evidenze disponibili, valutandone efficacia, sicurezza e reale beneficio. La crescente complessità clinica, in particolare nei pazienti anziani, cronici e pluripatologici, rende sempre più necessario un confronto multidisciplinare costante tra professionisti e una forte integrazione tra ospedale e territorio. Questo evento rappresenta il primo incontro di un percorso a tappe volto a sviluppare tra i professionisti un linguaggio condiviso".
Elena Giovinazzo
