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Aumenti Tari, Valle Virtuosa: colpa delle scelte sbagliate delle Unités

«In bolletta i costi dei contenitori seminterrati. E nel futuro la situazione non potrà che peggiorare»

 

Molok

«Gli esosi costi dei rifiuti sostenuti dalle famiglie valdostane sono solo una questione di volontà politica». Così Valle Virtuosa a proposito degli aumenti della Tari a carico delle famiglie valdostane.

L'associazione analizza le motivazioni alla base di questi rincari - talvolta delle vere e proprie stangate - accusando direttamente la politica ambientale degli enti locali. «Le scelte sbagliate delle Unités des Communes che hanno puntato sulla raccolta stradale utilizzando i seminterrati ricadono ora sugli utenti che devono pagare tariffe molto più alte di quelle delle Unités che hanno scelto di attenersi alle indicazioni del Programma Regionale di Gestione dei Rifiuti», afferma infatti Valle Virtuosa.

Il problema, dice l'associazione, è originato dalla scelta di non aderire alla raccolta dei rifiuti "porta a porta", un sistema «più sostenibile» e «economicamente vantaggioso», preferendo la costruzione delle isole di raccolta con molok perché più compatibili con le caratteristiche degli insediamenti abitativi. Una giustificazione «non sostenuta dai fatti», evidenzia Valle Virtuosa, poiché «i comuni virtuosi del Veneto e del Trentino-Alto Adige con caratteristiche simili a quelle della nostra regione che applicano con successo il “porta a porta” sono ormai noti a tutti».

Gli utenti dell'Unité Mont Emilius sono quelli più toccati dagli aumenti e Valle Virtuosa ne parla come caso emblematico dei rincari. I rincari (in media) del 34% hanno più cause e una di queste è «l'ammortamento del mutuo per l'acquisto, l'installazione e la manutenzione dei seminterrati stradali». E, avverte ancora l'associazione, «nel futuro la situazione non potrà che peggiorare, perché per applicare la tariffa puntuale ormai obbligatoria i seminterrati dovranno essere dotati di calotte per la misurazione dei conferimenti, che sono costose, inaffidabili e di difficile manutenzione e perché la scarsa qualità dei materiali raccolti richiederà elevate spese di raffinazione».

Nel resto d'Italia invece «sono sempre più numerosi i comuni italiani che adottando concretamente il metodo Rifiuti Zero» e «riescono a praticare tariffe dimezzate rispetto alle nostre».

 

 

Clara Rossi

 

 

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