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Nozze gay, il Consiglio comunale di Aosta boccia la mozione sulle trascrizioni

 

Per un voto vincono i "no" alla proposta di Caminiti - Approvato invece un odg emendato del gruppo Alpe

 

AOSTA. Il Consiglio comunale di Aosta ha bocciato ieri una mozione a favore della trascrizione delle nozze tra omosessuali celebrati all'estero.

«I sindaci di Roma e di Milano hanno avuto il coraggio che qui manca. Non bisogna avere paura, noi trascriviamo i matrimoni i matrimoni gay e diamo un'accelerata alla legge» ha esortato il firmatario della mozione, Vincenzo Caminiti (Stella Alpina).

L'Aula, per un solo voto, ha però respinto la mozione: 14 sono stati i voti a favore, 4 i contrari (Girasole, Lancerotto, Cossard, Vierin) e 11 gli astenuti (Giordano, Follien, Mantione, Lattanzi, Guglielminotti Gaiet, Galassi, Pivot, Pelanda, Merighi, Simonelli e Vilbrant) dopo che il sindaco Bruno Giordano ha detto di non poter «violare la legge» pur aprendo alla possibilità di sollecitare il governo nazionale a intervenire con una legge. Il voto ha tra l'altro fatto emergere una divergenza di opinioni all'interno del gruppo PD, che in parte ha votato a favore e in parte si è astenuto.

Sullo stesso tema Alpe ha presentato un ordine del giorno. Al contrario di Caminiti, il gruppo ha accolto un emendamento proposto dal sindaco e l'odg è stato approvato con 27 "sì", un "no" (Lancerotto dell'UV) e una astensione (Cossard).

«In Valle d'Aosta gli omosessuali sono 6.000, di cui 1.800 residenti nel capoluogo» ha detto Loris Sartore (Alpe) rifacendosi ai dati Istat nazionali e richiamando la responsabilità da parte della politica di «ricercare il benessere, prima di tutto di quello della persona».

Nel lungo dibattito è intervenuto anche Lancerotto che, pur dicendosi disponibile ad aprire un confronto sulle unioni civili anche omosessuali, ha dichiarato che «non può essere messo sullo stesso piano il matrimonio secondo natura con quello di altro tipo».M.C.

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