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Vigili del fuoco Valle d'Aosta, referendum sul ritorno al Corpo nazionale

  • Pubblicato: Lunedì, 11 Febbraio 2019 17:49
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vigili del fuocoAOSTA. I vigili del fuoco della Valle d'Aosta sono chiamati a dire la loro sulla possibilità di tornare a far parte del Corpo nazionale. Per due giorni, il 12 e 13 febbraio, i 182 pompieri valdostani potranno infatti votare al referendum indetto dai sindacati in base allo Statuto dei lavoratori.

«Purtroppo l'Amministrazione e la Politica Regionale non hanno ancora ritenuto prioritario affrontare questioni irrisolte che da troppi anni sono senza risposte, perciò il personale, a seguito di un'assemblea, ha deciso di agire con un atto forte e inequivocabile», spiegano il responsabile del Conapo, Demis Martinod, ed il segretario di Fp-Cgil, Igor De Belli.

«La scelta di avvalersi del referendum ai sensi dello Statuto dei Lavoratori è parsa come la massima espressione democratica e speriamo che finalmente l'Amministrazione Regionale possa rendersi conto del disagio vissuto dai propri Vigili del Fuoco - aggiungono i due sindacalisti - . Ricordiamo che i problemi che affliggono i lavoratori del Corpo Valdostano dei Vigili del Fuoco non sono solo di tipo retributivo, ma riguardano anche la sfera previdenziale oltre che quella normativa: i Vigili del Fuoco valdostani non godono degli stessi diritti di accesso alla pensione dei loro colleghi nazionali e hanno un sistema di calcolo penalizzante».

Alla vigilia dell'inizio del referendum, Demis Martinod e Igor De Belli lamentano anche il mancato via libera per votare nella sede dei vigili del fuoco di Aosta. «Sebbene la comunicazione di indizione del referendum sia stata inviata con ampio anticipo all'Amministrazione Regionale, a meno di un giorno dall’apertura delle votazioni, non è ancora arrivata l'autorizzazione», dicono Conapo e Fp-Cgil. «Ci dispiace constatare che l’Amministrazione, oltre a non riuscire a fronteggiare la situazione, oltre a non riuscire a fornire risposte o quantomeno impegni ai propri dipendenti, neghi loro, con il silenzio, anche l'imprescindibile diritto di espressione quale è il referendum. Ci auguriamo in un ripensamento dell’ultima ora. Il diritto di espressione è sacrosanto - concludono - e non è ammissibile che in Valle d’Aosta venga negato. Noi faremo comunque votare i nostro pompieri. Non sarà certo un'amministrazione silente e avvitata su se stessa a fermarci».



 

 

Clara Rossi

 

 



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