Federalberghi si rivolge all'Antitrust contro le false recensioni di TripAdvisor

E' l'obiettivo dei piccoli e grandi portali dedicati alle recensioni che affollano il web. Per quanto la finalità sia lodevole c’è ovviamente il rovescio della medaglie che si alimenta con la libertà (e la difficoltà di verifica) che Internet garantisce.
Tra i portali caduti nella "trappola" c'è TripAdvisor, il noto portale per turisti che conta milioni di recensioni di strutture ricettive, ristoranti, attrazioni, località di tutto il mondo. Fornisce un servizio molto utile che non è certamente privo di insidie. La maggior parte delle opinioni sono affidabili, ma nel mucchio se ne nascondono alcune che non rispecchiano del tutto la realtà. Anzitutto le recensioni sono ovviamente molto soggettive ed una particolarità considerata positiva da un utente può invece essere totalmente bocciata da un altro che non esiterà ad esprimere un giudizio negativo. C’è però anche il serio rischio di imbattersi in recensioni artefatte se non totalmente false. Come nel caso di utenti che commentano con dovizia di particolari il recente soggiorno in un determinato hotel in realtà chiuso da anni.
"Se Tripadvisor pubblica più di cento milioni di recensioni, quasi quindici milioni sono truccate", afferma Federalberghi citando i risultati di uno studio condotto dai ricercatori di Gartner, famoso centro di ricerca americano.

TripAdvisor consente ai gestori di replicare ai giudizi negativi, ma per Federalberghi non è abbastanza. La federazione si è rivolta all'Autorità Garante della Concorrenza e del Mercato "per chiedere che Tripadvisor adotti con urgenza misure idonee a prevenire gli abusi a danno dei consumatori". Le false recensioni negative rappresentano in realtà un grave danno soprattutto per il soggetto a cui sono rivolte. "Anche un singolo episodio, che a Tripadvisor può sembrare poca cosa, assume una dimensione rilevante per il cliente o per l'impresa che vede compromessa la propria reputazione".
Federalberghi sta compiendo una vera e propria indagine raccogliendo "elementi di prova" da sottoporre all'Antitrust. L’iniziativa si concluderà nei prossimi giorni ed è aperta alle segnalazioni da parte di consumatori e imprenditori.

 

Elena Giovinazzo

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