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Mascherine in classe, Caveri ai genitori 'ribelli': la scuola è un obbligo

In Valle d'Aosta 743 studenti e 221 insegnanti sono in quarantena. Due le scuole chiuse

 

Luciano CaveriAOSTA. La situazione del Covid-19 nelle scuole è tenuta sotto stretta osservazione delle autorità in questa seconda ondata di contagi. Tra obblighi imposti e mal digeriti, tuttavia, la tensione inizia a crescere con le famiglie che in qualche caso sono contrarie alle più stringenti disposizioni come l'uso continuo della mascherina e minacciano di non mandare più i propri figli a scuola.

I contagi nelle classi in Valle d'Aosta

Al momento a causa del Covid-19 sono chiuse le elementari dell'istituzione scolastica San Francesco di Aosta, dove il Comune ha annunciato l'avvio della sanificazione, e le elementari di Challand-Saint-Victor. Queste due scuole non sono comprese nei numeri elencati oggi pomeriggio dall'assessore regionale all'Istruzione, Luciano Caveri, su quanti sono gli studenti e docenti contagiati o in quarantena. I ragazzi positivi al Covid-19 risultano al momento 113 e i docenti 56. Le persone in isolamento sono quasi un migliaio: 743 studenti e 221 insegnanti.

Tensioni sulle mascherine obbligatorie

Alle richieste sottoscritte da un di trovare soluzioni all'obbligo di indossare costantemente le mascherine per gli alunni delle elementari, l'assessore Caveri risponde che "il Ministero dell'istruzione è stato molto chiaro" e che "noi non abbiamo poteri per derogare" alla disposizione che vale "indipendentemente dalle condizioni di distanza" fisica tra i bambini.

"Nella lettera di Fénis c'è anche scritto che qualcuno non manderà a scuola i bambini. Ricordo che abbiamo la scuola dell'obbligo. Senza essere minaccioso, o si va verso l'istruzione parentale che ha tutto un suo percorso o i bambini devono andare a scuola".

Al di là di questa lettera dei genitori, l'assessore all'Istruzione ha condannato il ricorso al mailbombing e all'uso di "materiale raccolto sul web e spacciato per verità scientifica o interpretazioni giuridiche del Dpcm", in pratica fake news, riallanciandosi al discorso di alcuni giorni fa del presidente della Regione sui "".

"Io, come credo facciano i colleghi di giunta, rispondo a tutte le email e i whatsapp anche se occupa molto tempo, ma molto spesso questi messaggi diventano delle vere e proprie mailbombing - ha sottolineato Luciano Caveri -. Ci sono persone che riprendono esattamente lo stesso tema e in maniera ossessiva. Io rispondo con cortesia, ma dico che l'amministrazione risponde con gli atti".

 


Clara Rossi

 

 

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