Crisi Covid, Fiom: autunno caldo per le industrie valdostane

 

Cogne Acciai SpecialiAOSTA. "Il periodo di emergenza sanitaria ha fatto venire a galla i problemi che già esistevano nel tessuto industriale valdostano. L’assessore durante l'incontro ha parlato di collaborazione. Noi vogliamo parlare anche di attenzione per quanto concerne la salute, la sicurezza e la tutela dei diritti dei lavoratori". Così Fabrizio Graziola, della Fiom Cgil Valle d'Aosta, alla luce degli esiti del confronto avuto con l'assessore regionale allo Sviluippo economico, Luigi Bertschy, sulla situazione economica regionale.

Fiom evidenzia la "forte preoccupazione per il settore dell'industria e dell'artigianato che con il lockdown stenta a ripartire". Le piccole aziende "non riescono neppure a riaprire l'attività" e per quelle più grandi "si prospetta un autunno caldo dal punto di vista del calo produttivo. Per la Cogne Acciai Speciali - spiega Fiom - sono previste ulteriori settimane di cassa integrazione e il nostro pensiero va agli oltre 150 contratti a tempo determinato. Alla Shiloh a fine anno è prevista la conclusione della procedura di pre concordato. Questo vuol dire che il 2021 ci dirà se quest'azienda continuerà a vivere o no. La sede valdostana della Datalogic è in procinto di chiudere. Questo comporterà il trasferimento dei 13 dipendenti. Decisione che la Fiom non può accettare".

Il segretario del sindacato dei metalmeccanici è chiaro: "Servono idee chiare, perché ci sono molti aspetti che devono essere tenuti sotto controllo. In questa seconda ondata dell’emergenza covid la maggior parte delle aziende continua la produzione, ma a causa del rischio dei contagi i lavoratori sono spesso preoccupati e allarmati".

"Come Fiom - conclude Graziola - non intendiamo bacchettare nessuno, né tanto meno ergerci a detentori di una verità assoluta. Vogliamo però che si parli di lavoro senza tentennamenti".

 

 

M.C.

 

 

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