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Valanga di Pila, dal presidente Cai solidarietà ai 6 soci condannati

Il presidente generale del Club Alpino italiano esprime 'rammarico' per le condanne

 

Tribunale di AostaAOSTA. La sentenza di condanna di sei istruttori del Cai per la valanga che nell'aprile 2018 ha ucciso due scialpinisti a Pila "sconcerta". Così interviene il presidente generale del Club Alpino Italiano, Vincenzo Torti.

"Abbiamo preso atto con rammarico della sentenza di condanna pronunciata dal Tribunale di Aosta, che sembra contraddire inequivoche risultanze probatorie e valutazioni espresse dai più autorevoli esperti sentiti in corso di giudizio", commenta in una nota Torti. "Ancor più grave è l'aver esteso la più volte contestata responsabilità a tutti i soggetti coinvolti, assimilando al ruolo del direttore del corso quello dei volontari di mero supporto collaborativo, che, in quanto non titolati, non avevano alcuna funzione in ordine a valutazioni non di loro competenza".

Il presidente del Cai critica l'impostazione delle accuse "a strascico", che talora viene utilizzata in avvio di indagine, ma viene superata all’esito di approfondimenti che consentono di individuare ruoli e contributi causali. Scelta ancor meno condivisibile, laddove ha portato, su tale errato presupposto, ad escludere qualsivoglia rilevanza al decesso del partecipante "qualificato". Per parte sua - conclude Torti -, il Club alpino italiano, proprio alla luce di quanto puntualmente accertato e che si confida possa trovare in sede di appello adeguata valutazione, conferma la piena solidarietà ai propri soci, ai quali non mancherà di assicurare la necessaria vicinanza e assistenza".

 

 

M.C.

 

 

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